Luciano Buonfiglio, “protégé” di Malagò, nuovo presidente del CONI

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Redazione
Luciano Buonfiglio, “protégé” di Malagò, nuovo presidente del CONI

Link to Con 47 voti su 81, l’ex canoista e dirigente di Federcanoa eredita il timone del Comitato Olimpico dal mentore Giovanni MalagòCon 47 voti su 81, l’ex canoista e dirigente di Federcanoa eredita il timone del Comitato Olimpico dal mentore Giovanni Malagò

Luciano Buonfiglio, 74 anni, ex atleta olimpico e volto storico della canoa italiana, è stato eletto oggi 26 giugno come nuovo presidente del CONI per il quadriennio 2025‑2028, con 47 voti su 81 al primo scrutinio del Consiglio nazionale elettivo.

La sua elezione segna il passaggio – ma non la rottura – con l’era Giovanni Malagò, di cui Buonfiglio è stato vicepresidente tra il 2013 e il 2018 e stabilmente riconosciuto come uno dei “protégés di Malagò” nel giro delle federazioni. Non a caso, l’uscente ha sostenuto apertamente la sua candidatura: “è giusto che le federazioni abbiano un candidato”, ha dichiarato.

Una carriera all’insegna della canoa e della continuità

Originario di Napoli, cresciuto agonisticamente fra vela e canoa, Buonfiglio ha vestito la maglia azzurra, partecipando ai campionati mondiali e alle Olimpiadi di Montreal 1976. Ha poi intrapreso una carriera manageriale nel settore assicurativo, per poi tornare nello sport come dirigente: consigliere, vicepresidente e infine presidente della Federcanoa, trasformando il bilancio federale e portando i tesserati da 5.500 a oltre 20.000.

L’eredità di Malagò e il “tempo dei fatti”

Il suo discorso post‑elezione ha avuto toni misurati e concentrati: “Presidente Malagò, prima di tutto un saluto e un ringraziamento per questi 12 anni”. Ha poi aggiunto: “Ora è tempo dei fatti, non delle parole”. Si prepara così a raccogliere un’eredità ingombrante: 12 anni di successi sportivi, un bilancio solido e la gestione delle Olimpiadi Milano‑Cortina 2026 targata Malagò.

Sfide e novità

Buonfiglio dovrà ora formare una nuova giunta e portare avanti progetti concreti, a partire dalla governance delle federazioni e dalla preparazione ai grandi eventi internazionali. Il suo rapporto di grande fiducia con Giovanni Malagò – che resterà figura influente nel CONI e membro CIO – garantisce continuità, ma anche la sfida di un cambiamento che mantenga saldo l’equilibrio tra rinnovamento e radici istituzionali.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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