L'Ue approva il divieto social ai minori di 13 anni

di

Pierpaolo Carmine Beccarisi

Von der Leyen: "Bambini esposti troppo presto al mondo online"

L'Ue approva il divieto social ai minori di 13 anni

La Commissione Europea approva il Kids Act al fine di rafforzare la sicurezza dei minori online. 

Il provvedimento vieta alle piattaforme social l'accesso ai minori di 13 anni, fissando a 15 anni l'età minima per aprire un account autonomo. Tra 13 e 15 anni, invece, sarà previsto il controllo dei genitori attraverso "mini account" che possono essere creati dal genitore e utilizzati dal minore per accedere a piattaforme di social media e di video sharing adeguate all'età. Questi account dovrebbero prevedere ulteriori garanzie come contatti sociali limitati e un tempo di utilizzo massimo di un'ora al giorno. 
Per i fruitori di una età compresa tra 3 e 13 anni, non potendo accedere ai social, potranno invece utilizzare servizi di video sharing specificamente progettati per i bambini attraverso account gestiti dal genitore. 

Un'ulteriore novità è il principio dell'inversione dell'onere della prova: dovranno essere i fornitori a dover dimostrare che i loro servizi sono adeguati all'età e sicuri. L'Eu Kids Act prevede obblighi per i servizi online che offrono social media, video sharing, videogiochi online, assistenti IA e chatbot a utenti di età inferiore ai 18 anni. Spuntano il divieto di funzionalità che creano dipendenza e di feed di raccomandazione basati sulla profilazione che possono trascinare i minori verso contenuti dannosi, oltre alla proibizione dello scrolling infinito privo di punti di interruzione, di meccanismi di ricompensa e di notifiche push durante le ore di sonno. Inoltre, i profili dei minori dovrebbero essere privati per impostazione predefinita, con geolocalizzazione, fotocamera e microfono disattivati. 

Come affermato dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, "il 92% degli europei ritiene che si debba rafforzare la tutela di bambini e giovani online, e circa il 70% si dice preoccupato per il cyberbullismo, le molestie e il grooming". "Analizzando le cifre - ha aggiunto - emerge un altro dato sorprendente: in Europa, i giovani trascorrono in media dalle 4 alle 6 ore al giorno davanti a uno schermo. Per chi ha iniziato a usare i social media prima dei dieci anni, la durata è ancora maggiore: trascorrono online circa 7-8 ore al giorno, un lasso di tempo che equivale quasi a una giornata lavorativa completa per un adulto. Troppi bambini vengono esposti troppo presto al mondo online".

Tuttavia, ad essere a rischio non sono solo i minori. Infatti, come annunciato da von der Leyen, in autunno la Commissione proporrà un nuovo pacchetto, il Digital Fairness Act, che fornirà un quadro di misure sull'uso delle piattaforme.
"Ci sono design delle piattaforme - ha detto - che creano dipendenza. Danneggiano tutti, che si tratti di minorenni o di adulti. Ed è per questo che abbiamo bisogno anche di un quadro normativo più ampio: il Digital Fairness Act. Lo proporremo in autunno, oggi il focus è sull'Eu Kids Act".  

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