Mattarella fa gli auguri a Papa Leone XIV: «Il suo Magistero richiama alla responsabilità e alla pace»

di

Ennio Bassi

Il presidente della Repubblica invia un messaggio al Pontefice in occasione del compleanno e dell’imminente onomastico. Al centro le guerre, le disuguaglianze, il cambiamento climatico e le sfide poste dalle nuove tecnologie

Mattarella fa gli auguri a Papa Leone XIV: «Il suo Magistero richiama alla responsabilità e alla pace»

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rivolto a Papa Leone XIV gli auguri per il compleanno e per l’approssimarsi dell’onomastico, facendosi interprete, scrive il capo dello Stato, degli «affettuosi sentimenti che accomunano l’Italia intera».

Nel messaggio Mattarella parte dalle tensioni che attraversano lo scenario internazionale, sottolineando come la minaccia e l’impiego della forza siano tornati a prevalere in diverse aree del mondo. A questo quadro si aggiungono il mancato rispetto delle regole, l’aumento delle disuguaglianze e gli effetti del cambiamento climatico, che continuano a provocare sofferenze soprattutto tra le popolazioni più vulnerabili.

Un passaggio è dedicato anche alle nuove tecnologie. Per il presidente della Repubblica offrono possibilità finora impensabili, ma possono contemporaneamente mettere in discussione la centralità della persona e aggravare disparità economiche e sociali già esistenti.

Di fronte a queste incertezze, Mattarella evidenzia il ruolo del Magistero di Leone XIV, al quale, osserva, guardano con speranza «donne e uomini di buona volontà» in tutto il mondo. Il capo dello Stato richiama in particolare l'invito del Pontefice alla responsabilità e all'accettazione dei limiti e delle fragilità dell'essere umano.

Per Mattarella, coscienza morale e civica, rispetto della dignità della persona, dialogo e inclusione rappresentano gli strumenti necessari per evitare il ritorno agli errori più drammatici del passato. Sono gli stessi principi, aggiunge, sui quali costruire percorsi di riconciliazione e di pace, trasformare l'autorità in servizio, favorire una distribuzione equa delle risorse e prendersi cura del pianeta.

Il presidente cita infine le recenti parole pronunciate dal Papa a Rimini davanti ai giovani: «Possiamo immedesimarci l’uno nell’altro, ascoltarci e diventare amici, tra persone e quindi anche tra popoli». Una prospettiva che Mattarella condivide, auspicando «una nuova stagione di cooperazione e di concordia» capace di coinvolgere tanto le società quanto le relazioni tra i popoli.

Il messaggio si conclude con la vicinanza degli italiani e con gli auguri del capo dello Stato al Pontefice per il suo Magistero.

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