L’attività dell’Etna torna a condizionare il traffico aereo in Sicilia. La consistente emissione di cenere dal vulcano ha fatto scattare l’allerta rossa e ha portato alla sospensione degli arrivi all’aeroporto di Catania fino alle 16 di oggi, 14 settembre.
La nube vulcanica si è innalzata fino a circa quattro chilometri e, secondo le osservazioni effettuate attraverso le telecamere di sorveglianza, viene trasportata verso sud, proprio in direzione dello scalo catanese. La situazione viene seguita attraverso sistemi di monitoraggio sia nel visibile sia nel termico.
Per ragioni di sicurezza è stata quindi disposta la chiusura del settore di spazio aereo C1. La Sac, società che gestisce l’aeroporto di Catania, ha stabilito il dirottamento dei voli nazionali e internazionali in arrivo verso altri aeroporti siciliani disponibili, tra i quali il Falcone-Borsellino di Palermo.
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Il quadro delineato dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia indica un’attività ancora sostenuta. Ai crateri sommitali prosegue un degassamento di intensità variabile, mentre dal Cratere di Nord-Est vengono osservate emissioni di cenere quasi continue.
Alla Bocca Nuova sono state inoltre rilevate una debole attività stromboliana e sporadiche emissioni di materiale vulcanico. Si tratta di fenomeni compatibili con gli scenari previsti dagli esperti, che comprendono esplosioni frequenti nell’area sommitale, possibili nubi di cenere, ricaduta di materiale piroclastico e colate laviche alle quote più elevate del vulcano.
Resta però alta l’attenzione sull’evoluzione dell’eruzione. L’Ingv sottolinea infatti che non può essere escluso un rapido aumento dell’energia dei fenomeni, con la possibile formazione di colonne eruttive più importanti e nuove nubi di cenere. Tra gli scenari considerati rientrano anche eventuali cedimenti di porzioni dei coni sommitali, che potrebbero generare flussi piroclastici.
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