Link to "L’infrastruttura è frutto della collaborazione con Fincantieri e rappresenta un simbolo della capacità tutta italiana di saper coniugare tradizione e innovazione ma anche perché costruisce una straordinaria vetrina del Made in Italy e di ciò che sappiamo fare meglio""L’infrastruttura è frutto della collaborazione con Fincantieri e rappresenta un simbolo della capacità tutta italiana di saper coniugare tradizione e innovazione ma anche perché costruisce una straordinaria vetrina del Made in Italy e di ciò che sappiamo fare meglio"
"L’inaugurazione del nuovo Msc Terminal di Miami - il più grande terminal crocieristico al mondo - è un vanto per la nostra nazione e ci riempie di orgoglio. Come sapete, il Governo ha accompagnato e sostenuto la costruzione di quest’infrastruttura frutto della collaborazione tra MSC Crociere e Fincantieri, non solo perché rappresenta un simbolo della capacità tutta italiana di saper coniugare tradizione e innovazione ma anche perché costruisce una straordinaria vetrina del Made in Italy e di ciò che sappiamo fare meglio". Lo ha sottolineato in collegamento video con la Florida la premier Giorgia Meloni-
"Questo progetto, che ovviamente porterà benefici reciproci all’Italia e agli Stati Uniti -ha detto- è anche una prova concreta del valore aggiunto che il Sistema Italia è in grado di generare, soprattutto in quegli ambiti nei quali la nostra Nazione esprime una vocazione secolare e può contare su eccellenze tecnologiche e industriali. Com’è, ad esempio, la dimensione marittima. Il mare rappresenta tante cose per l’Italia. È storia, identità, cultura. È la linea blu che disegna la fisionomia della nostra splendida terra, e la rende unica. È confine ma anche orizzonte. È protezione e sfida, stimolo continuo a spingerci oltre i nostri limiti".
"Non è un caso infatti -ha ricordato- che già negli anni Venti e Trenta del Novecento gli oceani erano solcati da tanti piroscafi transatlantici italiani che assicuravano i collegamenti marittimi tra i principali porti europei e americani. Navi come il “Conte Rosso” e i piroscafi “Colombo”, “Dante Alighieri” e “Giuseppe Verdi” hanno realizzato i sogni di tanti italiani e viaggiatori, e hanno permesso di costruire ponti preziosi tra Italia e Stati Uniti. La nostra posizione geografica è anche, quindi, un pezzo insostituibile del nostro sistema produttivo ed economico, che produce ricchezza e benessere. Mai come ora l’economia del mare è centrale nelle strategie nazionali e rappresenta un asset su cui stiamo puntando con grande determinazione, perché è ciò che siamo che di fatto ci impone di farlo.Siamo infatti una nazione marittima, una nazione al centro del Mediterraneo, un ponte naturale tra l’Europa, l’Africa e il Medio Oriente ma anche la cerniera tra i due grandi spazi marittimi del mondo, l’Atlantico da una parte e l’Indo-pacifico dall’altro. Tutto questo rende l’Italia centrale nelle dinamiche globali, e ci offre anche straordinarie opportunità. Penso ad esempio alla possibilità di diventare – come stiamo cercando di fare - l’hub energetico d’Europa, per far incontrare l’offerta, esistente e potenziale, del Continente africano con la domanda europea di energia. Così come penso - ha proseguito - all’opportunità di essere il punto di arrivo o lo snodo di una vasta rete di interconnessioni economiche e infrastrutturali. Come è nel caso del corridoio Imec, che punta a collegare le città portuali dell’India, del Medio Oriente e dell’Europa e che ci consentirebbe di liberare un enorme potenziale per il nostro commercio e per le nostre imprese, a partire ovviamente da quelle che rientrano proprio nell’ambito della blue economy. Siamo insomma -ha concluso- determinati a proseguire in questa direzione, perché il nostro obiettivo è diventare sempre più protagonisti nell’economia del mare, lavorando insieme per unire la nostra grande tradizione marittima alle innovazioni che possono far evolvere e sviluppare il settore. Ricopriamo già una posizione di leadership nella cantieristica, nell’industria armatoriale, nella crocieristica e in tanti ambiti ma io sono convinta che ci sia ancora un grande potenziale inespresso e che sia nostro dovere lavorare per liberarlo. Perché l’Italia ha già dimostrato di saper fare cose incredibili, ma ha le carte in regola per continuare a stupire e per lasciare ancora il mondo a bocca aperta.
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(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
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