Roma si è stretta questa mattina, 3 novembre, attorno alle famiglie dei quattro militari italiani morti nell'incidente aereo avvenuto il 29 ottobre in Bosnia-Erzegovina. Nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in piazza della Repubblica, si sono svolti i funerali solenni delle vittime dello schianto di un elicottero Chinook CH-47, impegnato in un'attività addestrativa nell'ambito della missione internazionale EUFOR Althea. Una cerimonia segnata dalla commozione, alla quale hanno partecipato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, numerosi rappresentanti delle istituzioni e i vertici delle Forze armate.
Le quattro vittime sono il sergente Simone Ruggia, il sergente Claudio Marchesi, entrambi appartenenti all'Aviazione dell'Esercito e in servizio a Viterbo, il tenente Franco Adriano Zecchillo e la sergente Laura Procacci, appartenenti al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana. I quattro si trovavano a bordo del velivolo precipitato durante le operazioni addestrative in territorio bosniaco. Nell'incidente sono rimaste ferite anche altre undici persone, ricordate durante la celebrazione religiosa insieme ai familiari che stanno affrontando le conseguenze della tragedia.
La cerimonia è iniziata con l'arrivo dei feretri nella basilica romana, accolti dal picchetto d'onore delle Forze armate. Le bare sono state accompagnate all'interno della chiesa mentre le autorità prendevano posto per partecipare alle esequie. Poco prima dell'inizio della funzione, il presidente Mattarella si è avvicinato ai familiari delle vittime, seduti nei primi banchi, fermandosi a parlare con loro. Un momento particolarmente intenso, nel quale il Capo dello Stato ha manifestato personalmente la propria vicinanza ai parenti dei militari scomparsi.
Accanto al presidente della Repubblica erano presenti Giorgia Meloni e diversi esponenti del governo, tra cui il ministro della Difesa Guido Crosetto, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e la ministra del Lavoro Marina Calderone. Alla celebrazione hanno partecipato anche il presidente della Camera Lorenzo Fontana, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e altri rappresentanti delle opposizioni. Una presenza istituzionale trasversale che ha accompagnato l'omaggio ai quattro caduti.
Durante la funzione religiosa, l'omelia ha ricordato il significato del servizio svolto dai militari italiani nelle missioni internazionali, sottolineando il loro impegno nelle attività di sostegno alle popolazioni e nella promozione della pace. Il ricordo si è concentrato sulla dedizione dei quattro caduti, sulle competenze messe a disposizione della collettività e sulla scelta di operare in contesti complessi, nei quali la presenza delle missioni internazionali contribuisce alla sicurezza e alla stabilità dei territori. Un pensiero è stato rivolto anche agli undici feriti e alle loro famiglie, mentre è stata trasmessa la vicinanza del cardinale Matteo Zuppi a nome della Chiesa italiana.
Particolarmente sentito l'intervento del ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha parlato direttamente ai familiari delle vittime, assicurando loro la vicinanza delle istituzioni e dell'intera comunità militare. Il ministro ha ricordato il valore del servizio prestato dai quattro italiani, definendoli un esempio dell'impegno e della dedizione di chi rappresenta il Paese nelle missioni all'estero. Crosetto ha sottolineato che la famiglia della Difesa continuerà a essere accanto ai parenti dei caduti anche dopo la giornata delle esequie, ribadendo che il loro sacrificio resterà parte della memoria delle Forze armate.
Nel corso della commemorazione, il ministro ha raccontato anche un episodio avvenuto durante la sua visita in Bosnia-Erzegovina, dove si era recato per osservare il luogo dell'incidente e incontrare le autorità locali. Crosetto ha riferito che rappresentanti delle diverse comunità religiose bosniache, musulmana, ortodossa e cattolica, hanno manifestato la volontà comune di realizzare un monumento in memoria dei quattro militari italiani. Un'iniziativa che, secondo quanto raccontato dal ministro, ha trovato immediatamente un accordo tra persone appartenenti a comunità storicamente divise, unite in questa occasione dal desiderio di ricordare le vittime.
L'annuncio del monumento commemorativo ha rappresentato uno dei momenti più significativi della cerimonia. Il luogo della tragedia potrebbe così diventare anche uno spazio dedicato al ricordo dei militari e al legame tra l'Italia e la Bosnia-Erzegovina, Paese nel quale le missioni internazionali continuano a svolgere attività legate alla sicurezza e alla stabilizzazione. Intanto proseguono gli approfondimenti sulle cause dello schianto del Chinook, per il quale l'ipotesi di un'avaria tecnica viene indicata tra le spiegazioni più probabili, senza che siano ancora state accertate definitivamente le circostanze dell'incidente.
Al termine della celebrazione, i feretri sono stati accompagnati fuori dalla Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, nuovamente accolti dagli onori militari. Il presidente Mattarella e le altre autorità hanno assistito all'uscita delle bare, mentre i familiari si preparavano a proseguire il percorso verso i luoghi di origine dei propri cari. Le salme sono state quindi sistemate sui carri funebri per il trasferimento nelle rispettive località, dove sono previste ulteriori cerimonie di commiato.
Il lutto ha coinvolto anche le comunità di provenienza delle vittime. A Salerno, città d'origine di Simone Ruggia, è stato proclamato il lutto cittadino in occasione delle esequie solenni. A Orvieto, da dove proveniva Claudio Marchesi, l'amministrazione comunale ha disposto due giornate di lutto, il 3 e il 4 novembre. Anche Andria si prepara a rendere omaggio a Laura Procacci, 32 anni, che aveva trascorso l'infanzia nella frazione di Montegrosso. Il suo feretro è atteso nel territorio comunale prima delle esequie previste per mercoledì, giornata per la quale la sindaca Giovanna Bruno ha proclamato il lutto cittadino.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati