Non solo fentanyl: in Europa cresce l'allarme per le nuove droghe sintetiche

di

Emilia Morelli

L'Europa non teme soltanto il fentanyl. Il nuovo rapporto dell'Agenzia europea sulle droghe lancia l'allarme sulla diffusione di nitazeni, catinoni sintetici, cannabinoidi artificiali e nuove sostanze psicoattive sempre più potenti e difficili da individuare

Non solo fentanyl: in Europa cresce l'allarme per le nuove droghe sintetiche

Il fentanyl continua a rappresentare una delle principali preoccupazioni per le autorità sanitarie europee, ma non è più l'unica minaccia. Il mercato delle sostanze stupefacenti sta cambiando rapidamente e a destare allarme sono soprattutto le nuove droghe sintetiche, sempre più potenti, economiche e difficili da individuare. A evidenziarlo è l'ultimo rapporto dell'Agenzia dell'Unione europea sulle droghe (EUDA), secondo cui il continente sta assistendo a una profonda trasformazione del traffico e del consumo di sostanze illegali.

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Tra le sostanze che destano maggiore preoccupazione figurano i nitazeni, una nuova famiglia di oppioidi sintetici.

Questi composti, sviluppati decenni fa ma mai utilizzati in medicina, sono estremamente potenti e in alcuni casi possono superare il fentanyl in termini di rischio di overdose. L'EUDA segnala che i nitazeni vengono sempre più spesso trovati all'interno di pillole contraffatte o mescolati ad altre droghe come eroina, cocaina e ketamina, rendendo difficile per i consumatori sapere cosa stanno realmente assumendo.

Secondo il rapporto, nel solo 2025 sono state individuate oltre 50 nuove sostanze psicoattive sul mercato europeo, comprese diverse varianti di oppioidi sintetici.

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Non sono soltanto gli oppioidi a preoccupare.

L'Europa registra infatti un aumento della produzione e della diffusione dei catinoni sintetici, stimolanti chimici che imitano gli effetti di cocaina, anfetamine ed ecstasy. Negli ultimi anni sono stati scoperti laboratori clandestini soprattutto in Polonia, mentre grandi quantitativi continuano ad arrivare dall'India. Gli esperti sottolineano che queste sostanze sono sempre più presenti nel mercato illegale e spesso vengono vendute senza che gli acquirenti conoscano la loro reale composizione.

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Il rapporto evidenzia anche un'evoluzione delle droghe tradizionali.

La cannabis resta la sostanza più consumata in Europa, con quasi 25 milioni di adulti che dichiarano di averne fatto uso nell'ultimo anno. Allo stesso tempo cresce la diffusione di prodotti ad alta concentrazione di THC e di cannabinoidi sintetici, molto più potenti rispetto alla marijuana tradizionale. Anche la cocaina continua a essere la seconda droga illegale più utilizzata nel continente, con nuovi canali di traffico che sfruttano porti minori, droni e imbarcazioni veloci per eludere i controlli.

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Uno degli aspetti che maggiormente preoccupa gli esperti riguarda la composizione delle sostanze.

Sempre più frequentemente le droghe vengono vendute sotto forma di compresse o polveri che imitano farmaci da prescrizione oppure vengono tagliate con principi attivi sconosciuti. Questo aumenta notevolmente il rischio di overdose accidentali, anche tra consumatori abituali che credono di acquistare prodotti già conosciuti. I nitazeni, ad esempio, sono stati rinvenuti in finte pillole di ossicodone e diazepam.

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L'EUDA sottolinea che il traffico di droga in Europa sta diventando sempre più flessibile.

Le organizzazioni criminali modificano rapidamente le rotte di approvvigionamento, cambiano la composizione delle sostanze e introducono continuamente nuove molecole per aggirare i controlli delle autorità. Questo rende più complessa sia l'attività delle forze dell'ordine sia quella dei servizi sanitari, che spesso si trovano a fronteggiare sostanze mai viste prima.

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Per l'Agenzia europea sulle droghe il fenomeno richiede una risposta rapida.

L'ente invita gli Stati membri a rafforzare i sistemi di allerta precoce, migliorare le analisi tossicologiche e aumentare la cooperazione internazionale contro il traffico di nuove sostanze sintetiche. Pur precisando che l'Europa non vive ancora una crisi degli oppioidi paragonabile a quella degli Stati Uniti, gli esperti avvertono che la rapida diffusione di nitazeni, cannabinoidi sintetici e altre nuove droghe potrebbe cambiare rapidamente lo scenario se non verranno adottate misure efficaci.

 

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