Piove agli Uffizi, acqua sulla teca del Bacco di Caravaggio: il capolavoro è salvo

di

Corinna Pindaro

Nubifragio a Firenze, infiltrazioni d’acqua agli Uffizi: la pioggia raggiunge la teca del Bacco di Caravaggio. Il museo rassicura: nessun danno alle opere e sala regolarmente aperta dal 18 settembre

Piove agli Uffizi, acqua sulla teca del Bacco di Caravaggio: il capolavoro è salvo

Una bomba d’acqua su Firenze, oltre 45 millimetri di pioggia in appena un’ora e l’acqua che riesce a entrare anche in uno dei musei più importanti del mondo.

Momenti di apprensione nel pomeriggio di oggi, 17 settembre, alla Galleria degli Uffizi, dove il violento temporale che ha investito il capoluogo toscano ha provocato un’infiltrazione nella sala che ospita alcuni capolavori del Seicento.

La pioggia è penetrata sotto il lucernario e ha raggiunto la vetrina protettiva del Bacco di Caravaggio, una delle opere più celebri conservate nel museo fiorentino.

Le immagini dell’acqua sul vetro hanno immediatamente fatto temere conseguenze per il dipinto. Gli Uffizi hanno però rassicurato sulle condizioni dell’opera: il Bacco non è stato bagnato e non ha riportato alcun danno. L’acqua ha interessato esclusivamente il vetro esterno della teca che lo protegge.

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A chiarire quanto accaduto è stata direttamente la Galleria degli Uffizi.

Il museo ha spiegato che durante la bomba d’acqua si è verificata una «piccola infiltrazione» sotto il lucernario della sala nella quale sono esposte sette opere del Seicento, tra cui proprio il Bacco.

L’acqua ha raggiunto e schizzato il vetro esterno della vetrina protettiva.

Dopo l’allarme sono immediatamente scattati i controlli per accertare che l’acqua non fosse penetrata all’interno e che le condizioni ambientali non avessero compromesso i dipinti.

Il responso è stato rassicurante: «A seguito delle dovute verifiche non è risultato alcun danno a nessuna delle opere», ha comunicato il museo.

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Nelle fasi immediatamente successive all’infiltrazione, il personale degli Uffizi ha comunque adottato tutte le precauzioni necessarie.

Secondo quanto ricostruito dal Corriere Fiorentino, la sala è stata temporaneamente chiusa ai visitatori e il Bacco è stato rimosso dalla teca per consentire le verifiche.

Lo spazio espositivo è stato poi riaperto, inizialmente con la vetrina vuota.

Le immagini scattate durante il temporale mostravano infatti il vetro davanti al dipinto segnato dall’acqua e dall’umidità. Una scena particolarmente impressionante proprio perché alle spalle della superficie bagnata si trovava uno dei capolavori più conosciuti di Michelangelo Merisi.

La barriera protettiva ha però svolto la funzione per la quale era stata installata, impedendo all’acqua di raggiungere la tela.

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L’infiltrazione si è verificata sotto il lucernario della sala che ospita il Bacco e altri sei dipinti seicenteschi.

La quantità eccezionale di acqua caduta in un periodo estremamente breve ha messo sotto pressione anche le coperture dell'edificio storico.

Secondo la ricostruzione del Corriere Fiorentino, l’acqua sarebbe penetrata dall’area della finestra che sovrasta l’opera. Il museo parla più precisamente di una piccola infiltrazione sotto il lucernario.

L’episodio riporta inevitabilmente l’attenzione sulla complessità della conservazione di un patrimonio artistico custodito all’interno di edifici storici, soprattutto di fronte a fenomeni meteorologici molto intensi concentrati in pochi minuti.

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L'allarme è comunque rientrato in serata.

Gli Uffizi hanno comunicato che la sala interessata dall’infiltrazione sarà regolarmente accessibile fin dall’apertura di venerdì 18 settembre.

Non sono state quindi annunciate chiusure straordinarie del museo né interventi sulle opere esposte.

«Bomba d’acqua a Firenze: nessun danno agli Uffizi e apertura regolare», è lo stesso titolo scelto dal museo per la comunicazione ufficiale diffusa dopo le verifiche.

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Il violento temporale non avrebbe creato problemi soltanto nella sala del Caravaggio.

Secondo quanto riferito dal Corriere Fiorentino, acqua è stata segnalata anche sui pavimenti della Galleria Palatina e della Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti, dove alcune aree espositive sono state temporaneamente chiuse.

La segnalazione è stata riferita dalla sindacalista Cisl Silvia Barlacchi. Anche in questo caso non risultano al momento danni alle opere.

L'episodio si inserisce in una giornata particolarmente difficile per Firenze e per diverse zone della Toscana.

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Nel primo pomeriggio il temporale ha scaricato sul capoluogo toscano oltre 45 millimetri d’acqua in sessanta minuti.

La perturbazione ha provocato allagamenti, problemi alla circolazione e numerosi interventi sul territorio. Situazioni particolarmente critiche sono state segnalate anche a Empoli, dove l’acqua ha invaso parte del centro storico e alcuni automobilisti sono rimasti bloccati nei sottopassi.

Il maltempo ha interessato diverse regioni italiane e per venerdì 18 settembre la Protezione civile ha valutato un’allerta gialla in numerose aree del Paese.

Ma è inevitabilmente quanto accaduto all'interno degli Uffizi ad aver attirato maggiore attenzione: vedere l’acqua arrivare a pochi centimetri da un Caravaggio ha trasformato un problema tecnico in un caso nazionale.

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Il dipinto coinvolto nell’episodio è il Bacco, olio su tela di circa 95 per 85 centimetri, datato dagli Uffizi intorno al 1598.

È una delle opere più rappresentative della fase giovanile di Caravaggio e appartiene alla serie delle mezze figure dipinte negli anni in cui l'artista lavorava a Roma sotto la protezione del cardinale Francesco Maria del Monte.

Il giovane dio è rappresentato davanti a un cesto di frutta, mentre offre allo spettatore una coppa di vino. È proprio la straordinaria resa naturalistica della frutta, del vino e della figura umana a rendere il dipinto uno degli esempi più riconoscibili della rivoluzione pittorica di Michelangelo Merisi.

L'opera venne ritrovata nei depositi degli Uffizi nel 1913 e successivamente attribuita a Caravaggio dallo storico dell'arte Roberto Longhi. Secondo la ricostruzione del museo, il dipinto, insieme alla Medusa, era stato donato dal cardinale Del Monte a Ferdinando I de' Medici in occasione delle nozze del figlio Cosimo II.

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Dal punto di vista della conservazione, dunque, la notizia più importante è rassicurante: il Bacco è salvo e nessuna delle sette opere presenti nella sala è stata danneggiata.

Resta però l'immagine dell'acqua che scorre sul vetro davanti a un Caravaggio all'interno degli Uffizi.

Un'immagine che inevitabilmente solleva interrogativi sulla manutenzione e sulla capacità degli edifici museali storici di affrontare eventi meteorologici particolarmente violenti.

Su questo punto sarà necessario attendere gli accertamenti tecnici prima di individuare eventuali responsabilità o carenze: il fatto accertato, al momento, è che oltre 45 millimetri di pioggia caduti in un'ora hanno provocato una piccola infiltrazione sotto il lucernario.

E soprattutto che, questa volta, la protezione ha funzionato.

L'acqua è arrivata fino alla teca del Bacco, ma non ha raggiunto Caravaggio.

 

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