È Michele Mari il vincitore dell'80ª edizione del Premio Strega. Lo scrittore milanese si è imposto con 190 voti grazie al romanzo I convitati di pietra (Einaudi), superando Matteo Nucci, secondo con 152 preferenze. La proclamazione è avvenuta nella suggestiva cornice di Piazza del Campidoglio, al termine della serata trasmessa in diretta su Rai3.
Visibilmente emozionato, Mari ha ringraziato i lettori e ha chiamato sul palco la moglie e i figli per condividere il momento della vittoria. «Sono molto contento, è stato un tour molto impegnativo», ha dichiarato, rinviando il tradizionale brindisi con il liquore Strega a dopo la diretta televisiva.
Il successo arriva al termine di settimane segnate anche dalle polemiche, nate dopo la diffusione di presunte dichiarazioni dello scrittore su Michela Murgia, poi smentite dall'autore. Le controversie avevano alimentato richieste di esclusione dal concorso, respinte dalla Fondazione Bellonci, che aveva ribadito come il Premio Strega candidi i libri e non gli autori.
Sul podio, oltre a Mari e Nucci, si sono classificati Bianca Pitzorno con La sonnambula (84 voti), Alcide Pierantozzi con Lo sbilico (78) ed Elena Rui con Vedove di Camus (64). Sono stati espressi 643 voti, pari all'80,4% degli aventi diritto.
Settantenne, autore tra i più autorevoli della narrativa italiana contemporanea e traduttore di classici come Jack London, John Steinbeck e George Orwell, Mari ha raccontato che l'ispirazione del romanzo è nata ritrovando gli ex compagni del liceo Berchet di Milano e immaginando il destino delle loro vite.
La vittoria rappresenta una consacrazione per uno degli scrittori più raffinati del panorama letterario italiano e chiude, almeno sul piano letterario, una delle edizioni più discusse degli ultimi anni del Premio Strega.
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