Nella giornata di ieri, il fuoriclasse Cristiano Ronaldo ha lasciato il ritiro della propria nazionale per tornare a Madrid con un aereo privato. Ad irritare l'attacante dell'Al Nassr sarebbero state le ultime dichiarazioni del commissario tecnico portoghese, Jorge Jesus, che, ribadendo la sua autorità, ha affermato che non ci sarebbe alcun problema con Ronaldo.
Con un post sul suo profilo ufficiale di Instagram, Ronaldo avrebbe confermato l'indiscrezione: "Dopo la conferenza stampa dell'allenatore della squadra nazionale e dopo una conversazione con il Presidente della Federazione Calcistica Portoghese, ho deciso di lasciare il campo della Nazionale", ha scritto l'attaccante, "al momento giusto, dirò a tutti i portoghesi le ragioni che mi hanno spinto a lasciare la Nazionale, a cui mi sono sempre dedicato. Ora è il momento di augurare buona fortuna al Portogallo e a tutti i miei compagni di squadra, senza eccezioni".
La goccia che ha fatto traboccare il vaso però sarebbe stata la partita contro la Norvegia, dove Ronaldo era rimasto in panchina per tutti i 90 minuti, con Jesus che gli aveva preferito prima Goncalo Ramos e poi Joao Felix. Il Portogallo ha vinto quella partita 2-1, ma al triplice fischio Ronaldo se ne è andato diretto negli spogliatoi, senza salutare compagni e avversari, e ha avuto poi un acceso confronto con il ct, suo ex allenatore in Arabia.
Ronaldo si era quindi rifiutato di allenare, preferendo rimanere in hotel. Una versione però smentita proprio da Jesus: "Ieri non si è rifiutato di allenarsi. Conceicao non si è allenato per infortunio, Felix nemmeno, perché stavamo cercando di alleviare la stanchezza, e Cristiano Ronaldo ha fatto esercizio in palestra. Si allenerà oggi. È il quarto giorno, quindi si allenerà". Invece Ronaldo, a bordo di un furgone nero della Federazione, ha lasciato Parken, dove il Portogallo si trovava in ritiro.
Il commissario tecnico portoghese avrebbe poi chiarito che tutto era stato risolto, ribadendo la sua autorità come capo della nazionale: "Posso decidere quello che voglio. Sono l'allenatore. Sono l'allenatore, ho detto al giocatore che non avrebbe giocato. Gli ho detto 'ti metto in panchina. Se avrò bisogno di te per 30 minuti, giocherai, altrimenti no'. Nessun giocatore mi farà cambiare idea. Né lui, né nessun altro nel mondo del calcio. Né alcun presidente. Mai, assolutamente nessuno".
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