Rutte rilancia il ruolo dell'Europa nella NATO: "È il momento di assumersi maggiori responsabilità"

di

Carlo Longo

Il segretario generale della NATO Mark Rutte chiede all'Europa di assumere un ruolo sempre più centrale nell'Alleanza Atlantica. Più spese militari, maggiore capacità industriale e meno dipendenza dagli Stati Uniti: ecco cosa ha detto

Rutte rilancia il ruolo dell'Europa nella NATO: "È il momento di assumersi maggiori responsabilità"

L'Europa deve fare un salto di qualità all'interno della NATO. È questo il messaggio lanciato dal segretario generale dell'Alleanza Atlantica, Mark Rutte, alla vigilia del vertice NATO di Ankara. Secondo l'ex premier olandese, gli alleati europei devono assumersi una quota sempre maggiore della sicurezza collettiva, aumentando gli investimenti nella difesa, rafforzando la produzione industriale militare e dimostrando di poter sostenere l'Alleanza anche in uno scenario di progressivo ridimensionamento dell'impegno statunitense.

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Nel suo intervento, Rutte ha ribadito che la sicurezza del continente non può più dipendere quasi esclusivamente dagli Stati Uniti.

Il segretario generale ha chiesto ai governi europei di presentare "piani chiari, concreti e credibili" per raggiungere il nuovo obiettivo fissato dalla NATO: destinare entro il 2035 il 5% del Pil alla sicurezza, di cui il 3,5% per la spesa militare vera e propria e l'1,5% per infrastrutture strategiche, cybersicurezza, logistica e resilienza. Secondo Rutte, gli impegni assunti devono ora tradursi in risultati concreti.

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Pur chiedendo un ruolo più incisivo dell'Europa, Rutte ha escluso che ciò significhi mettere in discussione la leadership americana nella NATO.

Al contrario, ha spiegato che un'Europa militarmente più forte rappresenterebbe un vantaggio anche per Washington, permettendo una distribuzione più equilibrata delle responsabilità all'interno dell'Alleanza. L'obiettivo, ha precisato, non è costruire una difesa alternativa alla NATO, ma rafforzare il pilastro europeo dell'organizzazione.

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Le dichiarazioni del segretario generale arrivano in un momento particolarmente delicato.

L'amministrazione di Donald Trump continua infatti a chiedere agli alleati europei di aumentare rapidamente le spese per la difesa e di ridurre la dipendenza dalla protezione militare americana. Negli ultimi mesi Washington ha anche ridotto alcune capacità militari assegnate alla NATO, spingendo gli altri Paesi membri a colmare le lacune con maggiori contributi di uomini e mezzi.

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Rutte ha insistito anche sulla necessità di rafforzare l'industria europea della difesa.

Secondo il numero uno della NATO, l'aumento delle spese militari dovrà essere accompagnato da una crescita della capacità produttiva, così da garantire forniture più rapide di munizioni, sistemi d'arma e tecnologie avanzate. A suo giudizio, questo processo non contribuirà soltanto alla sicurezza, ma potrà generare investimenti, innovazione e nuovi posti di lavoro in tutta Europa.

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Nel suo intervento Rutte ha confermato che il sostegno all'Ucraina continuerà a rappresentare una priorità della NATO.

Il segretario generale ha ribadito che gli alleati intendono proseguire gli aiuti militari a Kiev e ha assicurato che il vertice di Ankara invierà un messaggio chiaro alla Russia sulla determinazione dell'Alleanza a difendere ogni centimetro del territorio dei Paesi membri.

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Le dichiarazioni di Rutte anticipano uno dei summit NATO più importanti degli ultimi anni.

Sul tavolo ci saranno l'aumento delle spese militari, il rafforzamento della difesa europea, il sostegno all'Ucraina e il riequilibrio dei rapporti tra Europa e Stati Uniti. Per il segretario generale, la sfida è trasformare gli impegni politici in capacità operative reali, costruendo un'Alleanza più forte, più moderna e meno vulnerabile alle crisi internazionali.

Secondo Rutte, il futuro della NATO dipenderà sempre più dalla capacità dell'Europa di assumersi responsabilità maggiori. Un cambio di paradigma che, nelle intenzioni del segretario generale, non mira a sostituire gli Stati Uniti, ma a rendere l'Alleanza più equilibrata e preparata ad affrontare le minacce dei prossimi anni.

 

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