«Serve una legge sull'emergenza climatica»: l'appello degli scienziati dopo il caldo record

di

Corinna Pindaro

Oltre 90 scienziati francesi chiedono una legge sull'emergenza climatica dopo le ondate di caldo record che hanno colpito l'Europa. Tra le proposte: stop ai nuovi investimenti nei combustibili fossili e riconoscimento del reato di "globocidio"

«Serve una legge sull'emergenza climatica»: l'appello degli scienziati dopo il caldo record

Le ondate di caldo che hanno investito l'Europa nelle ultime settimane hanno riacceso il dibattito sulla crisi climatica. A lanciare un appello ai governi sono oltre 90 scienziati francesi, che chiedono l'approvazione di una vera e propria legge sull'emergenza climatica. Secondo i firmatari, gli eventi estremi vissuti nelle ultime settimane dimostrano che non è più sufficiente intervenire con misure temporanee: servono strumenti legislativi strutturali per affrontare una crisi destinata ad aggravarsi negli anni.

La lettera è stata pubblicata sul quotidiano francese Le Monde ed è promossa dall'associazione ambientalista Bloom. Tra i firmatari figurano alcuni dei più autorevoli climatologi francesi, come Christophe Cassou, Valérie Masson-Delmotte e Jean Jouzel, oltre all'economista Thomas Piketty.

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Nel documento gli scienziati descrivono le ultime settimane come uno spartiacque.

Secondo i firmatari, la Francia è uscita "collettivamente traumatizzata" da dieci giorni di caldo estremo che hanno messo sotto pressione ospedali, servizi sanitari, lavoratori e cittadini. «La nostra sofferenza è stata immensa», scrivono gli esperti, sottolineando che il cambiamento climatico non rappresenta più una minaccia futura, ma una realtà che incide già oggi sulla salute, sull'economia e sulla sicurezza delle persone.

Per questo chiedono di affrontare la crisi climatica come una vera emergenza nazionale.

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La proposta principale consiste nell'approvazione di una legge specifica dedicata all'emergenza climatica.

Secondo gli scienziati, il provvedimento dovrebbe vietare alle imprese francesi di finanziare nuovi progetti di estrazione di carbone, petrolio e gas, sia sul territorio nazionale sia all'estero. Tra le richieste figurano anche l'eliminazione dei sussidi pubblici ai combustibili fossili, maggiori investimenti nella transizione energetica e il divieto di attività di lobbying da parte delle aziende del settore fossile.

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Uno dei punti più discussi dell'appello riguarda l'introduzione del reato di globocidio.

Con questa definizione gli scienziati indicano le condotte che mettono gravemente in pericolo la biosfera e le condizioni che rendono abitabile il pianeta. L'obiettivo è attribuire una responsabilità giuridica più forte alle attività che provocano danni ambientali irreversibili, analogamente a quanto già avviene per altri reati contro la collettività.

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L'appello arriva mentre gran parte dell'Europa continua a fare i conti con temperature eccezionali.

Francia, Italia, Spagna e altri Paesi hanno registrato nuovi record di caldo, con numerose città costrette ad attivare i piani di emergenza sanitaria. Secondo gli esperti, questi fenomeni sono destinati a diventare sempre più frequenti e intensi se non verranno ridotte rapidamente le emissioni di gas serra.

Gli scienziati ricordano che il Mediterraneo rappresenta uno degli "hotspot" climatici del pianeta, dove il riscaldamento procede a una velocità superiore rispetto alla media globale.

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Uno dei messaggi centrali della lettera riguarda il cambio di approccio richiesto alla politica.

Secondo i firmatari, non è più sufficiente intervenire soltanto durante le emergenze, distribuendo acqua, attivando allerte meteo o predisponendo piani sanitari straordinari. Serve invece una pianificazione di lungo periodo che renda città, infrastrutture ed economia più resilienti agli effetti del cambiamento climatico.

Per gli esperti, la prevenzione rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per limitare i danni economici e sociali delle future ondate di calore.

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La richiesta di una legge sull'emergenza climatica arriva in un momento di forte confronto politico sulle strategie ambientali europee.

Da una parte cresce la pressione della comunità scientifica affinché i governi accelerino la decarbonizzazione e riducano la dipendenza dai combustibili fossili. Dall'altra, diversi Paesi chiedono di conciliare gli obiettivi climatici con le esigenze dell'industria, della competitività e della sicurezza energetica.

Gli oltre novanta scienziati francesi, però, non hanno dubbi: il tempo delle misure parziali è finito. Di fronte a un clima che cambia sempre più rapidamente, sostengono, è necessario un intervento legislativo capace di trattare la crisi climatica come una vera emergenza nazionale, con strumenti adeguati e una strategia di lungo periodo.

 

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