Stellantis, Urso: "Il piano prevede l'aumento dei modelli e la tutela dei posti di lavoro"

di

Mario Tosetti
Stellantis, Urso: "Il piano prevede l'aumento dei modelli e la tutela dei posti di lavoro"

Link to Stellantis ha delineato un impegno economico significativo per l’Italia. Nel 2025, l’azienda investirà 2 miliardi di euro negli stabilimenti italiani e 6 miliardi di euro per acquisti da fornitori localiStellantis ha delineato un impegno economico significativo per l’Italia. Nel 2025, l’azienda investirà 2 miliardi di euro negli stabilimenti italiani e 6 miliardi di euro per acquisti da fornitori locali

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Il nuovo piano presentato da Stellantis al governo pone l’Italia come elemento cardine delle sue strategie future. A confermarlo è stato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha sintetizzato i risultati dell’incontro della scorsa settimana con il produttore automobilistico. L’azienda ha illustrato gli obiettivi del Piano Italia, volto a rafforzare la produzione e preservare i livelli occupazionali nel Paese.

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Durante l’informativa sul settore automotive al Consiglio dei Ministri, Urso ha sottolineato che il piano prevede l’aumento dei modelli in produzione e la tutela dei posti di lavoro. Inoltre, sono stati annunciati programmi di inserimento, aggiornamento e riqualificazione del personale, elementi chiave per affrontare le sfide del settore in trasformazione.

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Stellantis ha delineato un impegno economico significativo per l’Italia. Nel 2025, l’azienda investirà 2 miliardi di euro negli stabilimenti italiani e 6 miliardi di euro per acquisti da fornitori locali. «Si tratta di un’iniziativa di grande portata, che segna una svolta rispetto al passato e rappresenta un’inversione di tendenza rispetto a quanto avviene in altre parti d’Europa», ha dichiarato il ministro Urso.

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In un contesto di cambiamenti profondi per l’industria automobilistica, il governo italiano si è mosso per proporre modifiche alle politiche europee che regolano il settore. Urso ha ricordato il non paper presentato al Consiglio Competitività lo scorso novembre, in cui l’Italia ha avanzato richieste per una maggiore flessibilità nelle normative sulla transizione ai motori elettrici, prevista entro il 2035.

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Le proposte italiane, basate su principi come la neutralità tecnologica e l’autonomia strategica nella produzione di batterie elettriche, hanno ottenuto ampio sostegno a livello europeo. «Quindici Paesi dell’Unione hanno espresso parere favorevole, riconoscendo la necessità di risorse comuni e di una catena del valore più resiliente», ha affermato Urso.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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