Il futuro degli studi legali sarà determinato dalla capacità di unire competenze specialistiche, innovazione tecnologica e solidità organizzativa. È questa la visione di Fedele Gubitosi, managing partner di Studio Rock, secondo cui il mercato della consulenza professionale sta attraversando una fase di profonda trasformazione, spinta dalla crescente complessità normativa, dalla digitalizzazione e dalle nuove esigenze delle imprese.
«Coniugare competenze specialistiche, multidisciplinarità, investimenti tecnologici e solidità organizzativa, andando oltre il prestigio dei singoli professionisti». È questa, secondo Gubitosi, la strada che gli studi legali dovranno percorrere per mantenere competitività in un settore sempre più dinamico.
Il modello tradizionale, basato principalmente sulla reputazione e sulle capacità individuali del professionista, non appare più sufficiente. Le aziende oggi richiedono consulenti in grado di affrontare problemi complessi attraverso un approccio integrato, capace di combinare aspetti giuridici, fiscali, finanziari e strategici.
«Il settore sta vivendo una trasformazione strutturale», spiega Gubitosi. «Da un lato cresce la complessità normativa e regolamentare, dall'altro le imprese chiedono una consulenza sempre più specialistica e coordinata. A questo si aggiungono digitalizzazione dei processi, intelligenza artificiale, cybersecurity e la competizione per attrarre talenti qualificati».
In questo scenario, gli studi destinati a guidare l'evoluzione del mercato non saranno necessariamente quelli di maggiori dimensioni, ma quelli capaci di trasformarsi in vere e proprie piattaforme professionali moderne, mantenendo indipendenza, qualità del servizio e rapporto fiduciario con il cliente.
La tecnologia rappresenta uno degli elementi centrali di questo cambiamento. Se le competenze professionali restano il principale patrimonio di uno studio, strumenti digitali, gestione dei dati e intelligenza artificiale stanno diventando fattori decisivi per migliorare efficienza e capacità strategica.
L'automazione permette infatti di ridurre il peso delle attività ripetitive, lasciando ai professionisti maggiore spazio per attività ad alto valore aggiunto, come consulenza, pianificazione e supporto alle decisioni aziendali. Tuttavia, secondo Gubitosi, non basta semplicemente acquistare nuove tecnologie: occorre creare strutture capaci di integrarle nei processi quotidiani e trasformarle in valore concreto per clienti e professionisti.
Un altro elemento determinante riguarda la crescente richiesta di competenze integrate. Operazioni straordinarie, riorganizzazioni societarie, passaggi generazionali e percorsi di internazionalizzazione richiedono oggi un coordinamento tra professionalità differenti.
«Il cliente non cerca più soltanto uno specialista, ma un interlocutore capace di coordinare competenze diverse e offrire una visione complessiva», sottolinea Gubitosi. Una trasformazione che favorisce il lavoro in team, le collaborazioni interdisciplinari e processi di aggregazione sempre più frequenti nel settore.
In questo contesto cresce anche l'interesse degli investitori, in particolare dei fondi di private equity, verso il comparto dei servizi professionali. Gli studi legali, fiscali e contabili vengono considerati realtà attrattive grazie alla stabilità della domanda, ai rapporti consolidati con i clienti e alla possibilità di creare piattaforme più strutturate.
Secondo Gubitosi, però, il fenomeno non deve essere letto soltanto come un'operazione finanziaria. «Il capitale è uno strumento per accelerare un percorso già in atto», osserva, evidenziando come gli studi abbiano bisogno di risorse per investire in tecnologia, ampliare le competenze e costruire organizzazioni più efficienti.
Nei prossimi cinque-dieci anni il mercato italiano potrebbe quindi assistere a un'accelerazione dei processi di consolidamento, con la nascita di realtà professionali più strutturate e capaci di competere a livello internazionale. La sfida sarà mantenere un equilibrio tra crescita dimensionale e tutela dei valori fondamentali della professione: indipendenza, autonomia di giudizio e centralità della relazione con il cliente.
Un equilibrio che, secondo il managing partner di Studio Rock, sarà decisivo per trasformare il cambiamento in un'opportunità di crescita per l'intero settore.
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