Le dimissioni sono dovute al coinvolgimento nell’indagine della Procura di Torino, denominata Prisma, su ipotesi di falso in bilancio, con relative contestazioni della Consob. Indagini che hanno costretto la società a rivedere il progetto di bilancio facendo slittare due volte l’assemblea degli azionisti, hanno portato al passo indietro unanime.
“I membri del Consiglio di Amministrazione – si legge in una nota diramata a tarda seraa dalla società – considerata la centralità e rilevanza delle questioni legali e tecnico-contabili pendenti, hanno ritenuto conforme al miglior interesse sociale raccomandare che Juventus si doti di un nuovo Consiglio di Amministrazione che affronti questi temi” si legge. “A tal fine, su proposta del Presidente Andrea Agnelli e onde consentire che la decisione sul rinnovo del Consiglio sia rimessa nel più breve tempo possibile all’Assemblea degli Azionisti, tutti i componenti del Consiglio di Amministrazione presenti alla riunione hanno dichiarato di rinunciare all’incarico. Per le stesse ragioni, ciascuno dei tre amministratori titolari di deleghe (il Presidente Andrea Agnelli, il Vice- presidente Pavel Nedved e l’Amministratore Delegato Maurizio Arrivabene) ha ritenuto opportuno rimettere al Consiglio le deleghe agli stessi conferite. Il Consiglio ha, tuttavia, richiesto a Maurizio Arrivabene di mantenere la carica di Amministratore Delegato“.
Nei 12 anni di presidente Andrea Agnelli, che è cugino degli Elkann, la Juventus ha dominato in Italia conquistando nove scudetti consecutivi con Conte, Allegri e Sarri. Non è invece mai andata bene a livello ontinentale. Negli ultimi anni invece la cose sono andate male sia calcisticamente che da un punto bilancistico. La vicenda giudiziaria è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Da domani riparte la ricostruzione..