Tesla, il silenzio che avvolge la gigafactory in Germania

di

Emilia Morelli
Tesla, il silenzio che avvolge la gigafactory in Germania

Link to Chi lavora nella fabbrica evita di parlare, intimorito da una cultura aziendale che non tollera critiche. Un operaio, parlando sotto stretta garanzia di anonimato, ha raccontato che "non si parla d’altro che di Musk", con alcuni colleghi favorevoli al suo sostegno all’Afd e altri contrariChi lavora nella fabbrica evita di parlare, intimorito da una cultura aziendale che non tollera critiche. Un operaio, parlando sotto stretta garanzia di anonimato, ha raccontato che "non si parla d’altro che di Musk", con alcuni colleghi favorevoli al suo sostegno all’Afd e altri contrari

teslaNella gigafactory Tesla di Grünheide, a sud-est di Berlino, regna una cultura di silenzio che contrasta profondamente con i principi di "libertà di parola" spesso celebrati dal suo fondatore, Elon Musk. La retorica del libero pensiero e della trasparenza, tanto cara alla Silicon Valley, sembra essersi smarrita in questo angolo del Brandeburgo, dove operai, sindacati e persino politici locali evitano di esprimersi apertamente. Nessuno sembra disposto a sfidare Musk, il magnate che ha reso questa fabbrica un pilastro dell’economia regionale.

Link to La fabbrica e le tensioni politicheLa fabbrica e le tensioni politiche

Questa regione porta il peso di un passato complesso: dalle ultime trincee del regime nazista contro i sovietici alle fitte reti di spionaggio della Stasi durante la Germania dell’Est. Oggi, Grünheide è al centro di un altro tipo di conflitto, quello tra l’influenza economica di Musk e il dibattito sulla sua posizione politica. Il recente endorsement di Musk ad Alice Weidel e al partito di destra Afd ha scatenato un'ondata di polemiche, ma non ha ammorbidito le critiche dell’Afd alla gigafactory stessa. La deputata locale Kathi Muxel ha ribadito la sua opposizione, citando danni ambientali, uso di materiali inquinanti e incidenti già verificatisi come motivi per chiedere una revisione della presenza di Tesla nella regione.

Link to La cultura della paura dentro TeslaLa cultura della paura dentro Tesla

Alla stazione di Fangschleuse, punto di arrivo per molti operai Tesla, il clima è gelido non solo per le temperature invernali. Chi lavora nella fabbrica evita di parlare, intimorito da una cultura aziendale che non tollera critiche. Un operaio, parlando sotto stretta garanzia di anonimato, ha raccontato che "non si parla d’altro che di Musk", con alcuni colleghi favorevoli al suo sostegno all’Afd e altri contrari, ma tutti frenati dalla paura dei cosiddetti "Tesla-Fanboys". Questi ultimi, zelanti sostenitori dell’azienda, non esitano a riferire ai dirigenti ogni commento negativo, alimentando un clima di tensione e controllo.

Link to Il crollo dell’immagine di MuskIl crollo dell’immagine di Musk

Le scelte di Musk hanno già avuto conseguenze tangibili per Tesla. In Germania, il marchio ha perso terreno, con un calo del 41% nelle immatricolazioni nel 2024, secondo l’Autorità federale dei trasporti. Modelli un tempo desiderati come status symbol sono ora accompagnati da adesivi che recitano "Tesla hui, Elon pfui!" (Viva Tesla, che schifo Elon). Per esperti come Martin Fassnacht, professore all’Università di Düsseldorf, la reputazione personale di Musk sta danneggiando la percezione del marchio, trasformando Tesla da "smartphone su quattro ruote" a simbolo divisivo.

Link to La lotta del sindacato Ig MetallLa lotta del sindacato Ig Metall

Il sindacato dei metalmeccanici Ig Metall, storicamente forte in Germania, sta affrontando sfide senza precedenti a Grünheide. Musk ha sempre osteggiato la presenza dei sindacati, e la fabbrica è diventata teatro di uno scontro culturale tra la tradizione americana iperlibertaria e il modello tedesco di cogestione. Sebbene Ig Metall sia riuscito a far eleggere alcuni rappresentanti nel consiglio di fabbrica, la maggioranza è occupata da liste filoaziendali che minimizzano le preoccupazioni dei lavoratori. Questo nonostante indagini del sindacato rivelino che molti operai si sentono sovraccarichi e soffrano di dolori fisici.

Link to Un passato che invita al coraggioUn passato che invita al coraggio

Non lontano dalla gigafactory, affacciata sul lago Möllensee, si trova la casa di Robert Havemann, un dissidente della Germania Est. Qui, Havemann sfidò il regime della Ddr, contrabbandando idee e scritti che rompevano il silenzio imposto. Il suo coraggio sembra oggi un monito dimenticato in un luogo dove il silenzio e la paura sembrano aver preso il sopravvento.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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