Tex, il West scritto con l’inchiostro della letteratura

di

Velia Iacovino

Da Stevenson a London, da Manzoni a Melville: il libro di Daniele Clarizia svela le fonti nascoste del ranger più amato d’Italia

Tex, il West scritto con l’inchiostro della letteratura

Tex Willer dice di cavarsela meglio con le pistole che con la penna. Eppure, dietro quasi ottant’anni di avventure, il celebre ranger creato da Gianluigi Bonelli deve molto proprio alla letteratura. È questo il viaggio raccontato da Daniele Clarizia nel volume “Tex. La letteratura più veloce del West” (Luni Editrice), un’indagine sulle fonti letterarie, cinematografiche e culturali che hanno alimentato il fumetto western più amato d’Italia.

Un percorso tra le quasi ottocento storie di Tex, alla ricerca dei riferimenti più evidenti e di quelli meno conosciuti: da I tre moschettieri a L'isola del tesoro, da Moby Dick ai racconti di Jack London, passando per I promessi sposi e fino agli echi contemporanei di Il nome della rosa.

Il libro mostra come il mondo di Tex non sia soltanto fatto di praterie, duelli e inseguimenti, ma sia costruito su una fitta trama di letture e suggestioni. Accanto ai grandi classici trovano spazio anche gli autori del western popolare americano, come Zane Grey e Louis L'Amour, spesso dimenticati ma fondamentali per l’immaginario della frontiera.

Clarizia ricostruisce anche i rapporti tra Tex e il cinema: dal western classico di Sentieri selvaggi agli spaghetti western, fino alle moderne narrazioni televisive ambientate nel mondo della frontiera come Yellowstone. Un intreccio che rivela quanto il fumetto abbia dialogato con altri linguaggi narrativi.

Nato nel dopoguerra da un’intuizione editoriale di Tea Bonelli, Tex rappresentò una scommessa in un periodo in cui il fumetto veniva spesso considerato un genere minore. Il successo del personaggio dimostrò invece la forza di una narrazione capace di unire avventura, storia, mito e cultura popolare.

Nel volume emergono anche aspetti curiosi: i dialoghi in cui Tex, Kit Carson e Tiger Jack si confrontano su Shakespeare, la Bibbia o i vichinghi, momenti in cui la cultura entra nella storia senza interrompere il ritmo dell’azione.

La tesi di Clarizia è chiara: Tex può anche preferire il rumore delle pistole al silenzio della scrittura, ma la sua lunga corsa nel West nasce dalla letteratura. È il cosiddetto “modello Bonelli”, un equilibrio tra racconto popolare e grandi tradizioni narrative che continua a conquistare lettori da quasi ottant’anni.

“Tex. La letteratura più veloce del West” è un volume illustrato in bianco e nero con riproduzioni originali Tex/Bonelli, 192 pagine, Luni Editrice.

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