C’è un’Italia celata dietro portoni solitamente sbarrati, custodita nelle navate silenziose di pievi di provincia, nei chiostri monumentali o nelle stanze operative di botteghe storiche dove il tempo sembra essersi fermato. È questa geografia diffusa, intima e sorprendente che torna a rivelarsi sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026 con la quindicesima edizione delle Giornate FAI d’Autunno, il grande evento di piazza promosso dal Fondo per l’Ambiente Italiano ETS per riconnettere i cittadini alle radici vive dei loro territori. La formula, ormai pilastro della vita culturale nazionale fin dagli esordi della versione primaverile nel 1993, schiera una mobilitazione imponente: 700 beni straordinari aperti eccezionalmente in 350 città, animati dall’energia corale dei giovani volontari e delle Delegazioni FAI attraverso visite a contributo libero.
La cornice scelta per la presentazione ufficiale – la Sala degli Arazzi di Palazzo Piacentini, sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy – ha dichiarato fin dal primo sguardo la cifra distintiva dell'edizione 2026. A fare gli onori di casa e a guidare i lavori è stato il Capo di Gabinetto del dicastero, Federico Eichberg, il quale ha ricordato con intensità come la Sala degli Arazzi sia il luogo in cui “palpitano le speranze dei lavoratori e delle lavoratrici”, rimarcando la felice coincidenza con l'atrio d'onore che celebra le industrie culturali e creative italiane: dall’arredo all’agroalimentare, dalla meccanica alla mobilità, fino al restauro, quest'anno valorizzato anche da un allestimento dedicato per gli 800 anni dal transito al cielo di San Francesco, a conferma della piena disponibilità del Ministero a sostenere e incentivare sinergie di questo respiro.
A cogliere il significato storico della sede è stato il Presidente del FAI Marco Magnifico, ricordando che Palazzo Piacentini, aperto al pubblico proprio durante le Giornate del 10 e 11 ottobre, nacque come Palazzo delle Corporazioni delle Arti e dei Mestieri, a testimonianza di come l'esercizio di un mestiere sia a tutti gli effetti un'arte. Magnifico ha rimarcato la stretta dipendenza tra la salvaguardia monumentale e la perizia artigiana: “Senza grandi artigiani in grado di lavorare ai livelli di eccellenza di un tempo la nostra attività di tutela e la conseguente missione educativa non sarebbero possibili. La bottega storica è un insostituibile serbatoio di cultura ed esperienza: l'occupazione di spazi lavorativi da parte dell'intelligenza artificiale non potrà mai riguardare la bottega di un pellaio, di un vasaio, di un liutaio o di un ebanista”. Da qui l'appello rivolto alle istituzioni per favorire agevolazioni normative e fiscali capaci di garantire continuità alle botteghe e sostenere l'inserimento dei giovani apprendisti, custodi di una tradizione manuale che rimane la prima fonte di ispirazione per l'intero Made in Italy.
La dimensione concreta e industriale dell'impegno della Fondazione è stata ribadita con nettezza dal Direttore Generale Davide Usai: “Noi siamo un'industria e contribuiamo al PIL del Paese. Il FAI conta 75 beni di proprietà, 8,6 milioni di metri quadrati di paesaggio tutelato e 85.000 metri quadrati di edifici storici. Per mantenere questi immobili e ampliare l'offerta culturale abbiamo necessità di risorse che arrivano principalmente dai nostri 320 mila iscritti, che ci auguriamo possano diventare dieci milioni. Registriamo oltre un milione di visitatori all’anno nelle nostre proprietà, con investimenti medi in restauri saliti a 12 milioni negli ultimi tre anni. Il FAI investe nella comunità: l'azionista è il Paese, al quale redistribuire valore culturale grazie anche a un centinaio di imprese e 250 artigiani che collaborano stabilmente con noi”.
A delineare la mappa curatoriale è stata poi la Direttrice Culturale Daniela Bruno, che ha illustrato lo spirito di un itinerario diffuso lungo tutta la Penisola, capace di toccare tappe emblematiche come il Castello Tramontano a Matera, la millenaria Abbazia del Monte a Cesena, l'Acetaia Midolini a Manzano, l'Ateneo dell'Università di Bari Aldo Moro, Villa La Tesoriera a Torino, fino ai laboratori storici di Este Ceramiche nel padovano e al Museo dei saperi e delle mirabilia siciliane a Catania, accanto ai capisaldi tutelati dalla Fondazione come il Bosco di San Francesco ad Assisi e l'Abbazia di Santa Maria di Cerrate a Lecce.
La valorizzazione capillare di queste realtà troverà un alleato fondamentale nel servizio pubblico radiotelevisivo, come illustrato da Stefano Coletta, Direttore RAI Coordinamento Generi: “Dal 5 al 12 ottobre tutta l'offerta della Rai sarà dedicata al FAI, affiancata dall'impegno del nuovo canale 57 interamente dedicato al racconto del territorio. Rai svolge un lavoro enorme perché racconta i tanti mestieri dimenticati per favorire l'occupazione giovanile. La mobilitazione di volontariato del FAI è una realtà che andrebbe presa a modello ovunque il soldo la faccia da padrone: quello che viene messo in campo dal FAI è una delle medicine più importanti per il nostro Paese”. Una convergenza estetica e progettuale testimoniata anche dal messaggio video di Alfonso Dolce, Amministratore Delegato di Dolce&Gabbana: “Ci accomunano l’amore per il bello e il rispetto per le opere; la nostra responsabilità è accompagnare questo percorso con un lavoro quotidiano, felici di ospitare ancora una volta le Giornate FAI presso la nostra sede di Milano in via Broggi per raccontare una cultura che unisce”.
La mattinata ha dato voce anche ai partner industriali e assicurativi che sostengono attivamente la salvaguardia del territorio. In rappresentanza del mondo produttivo è intervenuto Francesco Somma, Vice Presidente di Confindustria per la Cultura d’Impresa e la Certezza del Diritto: “La cultura d'impresa deve essere considerata a pieno titolo parte della cultura nazionale: dietro i cancelli delle fabbriche ci sono competenze, design, ricerca e musei d'impresa che custodiscono la storia d'Italia e devono stimolare le nuove generazioni”.
Un principio di radicamento ribadito da Philippe-Henri Burlisson, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Groupama Assicurazioni: “Festeggiamo 15 anni di partnership nel segno di un valore comune: la protezione dei beni e delle persone, per consentire alle imprese e ai territori di vivere in sicurezza e serenità”, da Davide Celin, Amministratore Delegato di Nims: “Il FAI ci invita a rompere la routine per dedicare il nostro tempo alla bellezza, alzando l'asticella nel modo di fare impresa”, e da Raffaela Gargano, Head of Marketing and Communication di Seda International Packaging Group: “Il Made in Italy è il modello virtuoso attraverso il quale nascono nuove realtà capaci di coniugare innovazione e sostenibilità per difendere il pianeta e supportare il progresso”.
L’appuntamento del secondo fine settimana di ottobre si inserisce nel quadro più ampio della campagna nazionale “Ottobre del FAI”, attiva dal 2009 per raccogliere donazioni e sensibilizzare la cittadinanza sulla difesa di un patrimonio fragile e identitario. Una promessa mantenuta da oltre cinquant'anni che nel solo 2025 ha fatto registrare 1.200.000 visitatori nei siti gestiti, permettendo di tutelare 85.000 metri quadrati di immobili storici, oltre 8,6 milioni di metri quadrati di paesaggio, restaurare quasi 18.000 metri quadrati di affreschi, proteggere 40.000 libri antichi e 32.000 opere d'arte, oltre a custodire 515.000 metri quadrati di parchi e coinvolgere più di 4,5 milioni di studenti. Numeri che dimostrano come partecipare alle Giornate FAI significhi compiere un gesto concreto per restituire bellezza, cura e futuro all'intera comunità nazionale.
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