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La guerra dei dazi contro Europa e Canada sta per diventare realtà. Nelle scorse ore il presidente degli Usa Donald Trump ha annunciato l’imposizione di una tassa del 25% "permanente" per colpire le auto straniere importate negli Stati Uniti a partire dal 2 aprile. Il giorno della "liberazione dell'America" come l'ha definito il tycoon, quando scatteranno anche i dazi reciproci nei confronti di 15 Paesi.
Le minacce
Il presidente Usa ha anche minacciato l'Unione Europea e il Canada di imporre ulteriori dazi doganali se riterrà che si stiano coordinando progettando insieme azioni a scapito degli Stati Uniti. "Se l'Unione Europea collabora con il Canada per danneggiare economicamente gli Usa, verranno imposti dazi su larga scala, ben più elevati di quelli attualmente previsti, per proteggere il miglior amico che entrambi questi Paesi abbiano mai avuto", ha scritto Trump sul social network Truth.
Le reazioni dall'Europa
L'Ue deve "rispondere con fermezza" ai dazi sulle auto importate annunciati da Donald Trump, ha affermato il ministro dell'Economia tedesco Robert Habeck. D'altro avviso la Cancelliera dello Scacchiere Rachel Reeves ha detto che il governo britannico non vuole "intensificare" le guerre commerciali e ha escluso una risposta da parte di Londra all'iniziativa di Washington.
I costruttori delle auto contro i dazi
Intanto le case d'auto Ford, GM e Stellantis, tramite un comunicato dell'associazione professionale dei costruttori americani (AAPC), hanno avvertito che è "cruciale" per i grandi costruttori automobilistici americani che i dazi doganali imposti da Trump non facciano "aumentare i prezzi per i consumatori”. I tre principali gruppi automobilistici hanno quindi dichiarato che continueranno a lavorare con il governo per sviluppare "politiche sostenibili che aiutino gli americani". La richiesta cruciale, però, è che venga preservata la "competitività" della produzione automobilistica "nordamericana", che include anche Canada e Messico.
Gli effetti sulla produzione statunitense
Anche l'Acea, l'associazione europea dell'industria delle auto, si dice "profondamente preoccupata" dei dazi annunciati dagli Usa. "Esortiamo il Presidente Trump a considerare l'impatto negativo dei dazi non solo sui produttori di auto globali, ma anche sulla produzione nazionale statunitense. I dazi non incideranno solo sulle importazioni negli Stati Uniti, una penalizzazione che probabilmente pagheranno i consumatori americani, ma le misure sui componenti automobilistici danneggeranno anche le case automobilistiche che producono auto negli Usa", ha sottolineato il direttore generale Sigrid De Vries.
Il portavoce del governo giapponese Yoshimasa Hayashi, riprendendo quanto già affermato dal premier Shigeru Ishiba, ha detto che l'applicazione dei dazi decisa dall'amministrazione Trump sulle importazioni di auto negli Stati Uniti è "estremamente spiacevole" e potrebbe avere un "grande impatto sui legami economici bilaterali con il Giappone, sull'economia globale e sul sistema commerciale multilaterale". Il portavoce ha quindi aggiunto che Tokyo continuerà a cercare una via per un'esenzione. In precedenza il premier nipponico ha ribadito che verranno prese in considerazione misure per rispondere in modo appropriato: "Abbiamo tutte le opzioni possibili sul tavolo”.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
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