Link to Crescono le pressioni sul costo della vita. Forte incertezza all’interno del comitato di politica monetariaCrescono le pressioni sul costo della vita. Forte incertezza all’interno del comitato di politica monetaria
La Banca d’Inghilterra ha deciso un nuovo taglio del tasso d’interesse, ma lo ha fatto a malincuore. La decisione, presa con un voto risicato di 5 a 4 all’interno del Comitato di politica monetaria (MPC), segnala un profondo dissenso interno e un aumento della cautela sul fronte inflazionistico. Secondo quanto riportato da The Times, la stretta maggioranza raggiunta “è stata molto più risicata di quanto previsto da mercati ed economisti” e suggerisce che “la soglia per nuovi tagli quest’anno sta salendo, non scendendo”. La preoccupazione principale della Banca riguarda la nuova impennata dell’inflazione, con un tasso previsto del 4% a settembre – il doppio rispetto all’obiettivo ufficiale del 2% e il livello più alto da due anni. Un dato particolarmente delicato anche per il governo di Rachel Reeves, poiché sarà usato per l’adeguamento annuale di pensioni e sussidi, in un momento in cui il rispetto delle regole fiscali impone nuove scelte di bilancio.
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A preoccupare la Banca è soprattutto l’inflazione alimentare, cresciuta del 4,5% a giugno e attesa al 5,5% entro fine anno. Gli alimenti rappresentano oltre il 10% del paniere dell’indice dei prezzi al consumo britannico. Secondo la Banca, questo aumento “sta influenzando direttamente le aspettative di inflazione delle famiglie”. Il contesto richiama quello del biennio 2022-2023, quando la crisi dei cereali dovuta all’invasione russa dell’Ucraina e agli eventi climatici estremi causò un’impennata dei prezzi globali.Link to Un’economia fragileUn’economia fragile
A differenza della zona euro, dove l’inflazione sta scendendo sotto il 2%, o degli Stati Uniti, che hanno registrato pressioni limitate sui prezzi, il Regno Unito appare oggi un’anomalia. Secondo The Times, ciò è dovuto a una combinazione di fattori: la dipendenza del Regno Unito dalle importazioni di materie prime, l’aumento dei prezzi regolamentati dell’energia ad aprile, l’incremento del salario minimo e nuove norme sull’imballaggio che hanno aumentato i costi per i supermercati. Tutto ciò avviene mentre l’economia mostra segnali di stallo e il mercato del lavoro rallenta. Il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 4,7% in primavera, il livello più alto degli ultimi quattro anni, e potrebbe arrivare al 5% nel 2026. Le previsioni di crescita del secondo trimestre, attese nei prossimi giorni, dovrebbero mostrare una stagnazione.Link to Divisioni senza precedenti nella Banca centraleDivisioni senza precedenti nella Banca centrale
Per la prima volta nella sua storia moderna, il MPC ha dovuto procedere a due votazioni separate: la prima si è conclusa con una divisione netta (4 favorevoli a un taglio di 0,25 punti, 4 per mantenere i tassi invariati e un membro che proponeva un taglio di 0,50 punti). Il voto decisivo ha portato il tasso di riferimento dal 4,25% al 4%. Clare Lombardelli, vice governatrice della Banca, ha votato contro il governatore Andrew Bailey scegliendo di non sostenere il taglio, senza fornire spiegazioni pubbliche. Questo episodio sottolinea la crescente incertezza all’interno dell’istituzione monetaria. Secondo Sanjay Raja, capo economista per il Regno Unito di Deutsche Bank, si tratta di un “cambio di tono significativo” e “le possibilità di ulteriori tagli nei prossimi mesi si sono notevolmente ridotte”.Il governo britannico si trova ora di fronte a un bivio: da un lato l’esigenza di contenere l’inflazione e sostenere le famiglie colpite dal carovita; dall’altro, la necessità di rispettare la disciplina fiscale e stimolare una crescita che si sta rivelando più debole del previsto. Con un’inflazione testarda, un’economia in rallentamento e una Banca centrale divisa, il Regno Unito potrebbe trovarsi, ancora una volta, a dover affrontare l’incubo della stagflazione.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
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