Università italiane al bivio: inglese, intelligenza artificiale e sfide demografiche

di

Mario Tosetti
Università italiane al bivio: inglese, intelligenza artificiale e sfide demografiche

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univeristàMentre in Europa si discute del futuro della ricerca e della formazione – come dimostra il recente appello di Emmanuel Macron agli scienziati americani in fuga da Trump (“Choose Europe for science”) – il sistema accademico italiano risponde a una doppia sfida: attrarre studenti stranieri e contrastare il calo demografico interno.

Sempre più atenei ampliano l’offerta formativa con corsi in inglese, programmi blended (in presenza e a distanza) e percorsi pensati per studenti lavoratori e adulti. Al tempo stesso, si moltiplicano le iniziative legate all’intelligenza artificiale, che entra in aula come strumento di supporto didattico ma impone nuove riflessioni etiche e metodologiche.

Link to Medicina cambia: libero accesso per sei mesi, poi la selezioneMedicina cambia: libero accesso per sei mesi, poi la selezione

Uno dei cambiamenti più attesi riguarda l’accesso ai corsi di Medicina, con una riforma che entrerà in vigore dall’anno accademico 2025-2026. Il numero chiuso resta, ma slitta al secondo semestre. Gli studenti potranno iscriversi liberamente e seguire sei mesi di corsi, per poi affrontare una selezione nazionale basata su esami di Biologia, Chimica e Fisica.

Chi non supererà la prova potrà comunque ottenere crediti utili per passare a corsi affini come Biologia, Biotecnologie o Farmacia. Intanto, le università pubbliche si preparano a gestire l'afflusso iniziale, anche attraverso corsi online. Le private, come la Cattolica o il San Raffaele, restano fuori dalla riforma, così come i corsi in inglese.

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Secondo i dati del MUR, gli immatricolati sono passati da 323.000 a quasi 341.000 nel 2024/25. Tuttavia, dal 2027 si prevede un forte calo, fino al 30% in meno entro il 2040, con impatti più gravi al Sud.

Gli atenei puntano quindi a nuove fasce di utenza: adulti, Neet, lavoratori e diplomati degli istituti tecnici. Le soluzioni? Offerta formativa più flessibile e accessibile, lezioni nel weekend, didattica online e blended, e maggiore inclusività

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L’intelligenza artificiale entra a pieno titolo nel mondo universitario. L’Università di Urbino lancia un corso di Chimica con elementi di IA, mentre Bologna e Milano Statale introducono moduli trasversali sull’argomento. Alcuni atenei, come Modena-Reggio, promuovono riflessioni sull’impatto dell’IA nella didattica e sperimentano nuove forme di verifica, come paper generati da IA da analizzare criticamente.

Il cambiamento è profondo: gli studenti preferiscono dispense e slide ai libri, e i docenti devono ripensare metodi e strumenti di insegnamento. L’obiettivo non è sostituire la didattica tradizionale, ma arricchirla con nuovi linguaggi e tecnologie.

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Nel 2025-26 aumentano i corsi in lingua inglese. Bologna ne offre 114 su 260 (45%), tra cui la prima laurea magistrale in Veterinary Medicine in inglese in Italia. Parma lancia tre nuovi corsi internazionali, Modena-Reggio Emilia avvia la laurea in Energy Engineering online, mentre Padova propone Medicine and Surgery a Venezia.

Anche Bicocca, Torino, Pisa e Tor Vergata puntano su corsi internazionali e doppie lauree europee. La direzione è chiara: attrarre studenti globali con un’offerta moderna e competitiva.

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Molti atenei investono in centri per la didattica innovativa, come il Teaching and Learning Centre dell’Alma Mater di Bologna, per supportare studenti lavoratori, caregiver o chi riprende gli studi dopo anni. Si sperimenta con orari serali, tutoraggi mirati e corsi pensati per la pubblica amministrazione.

Anche le università “tradizionali” si aprono all’ibrido, con attenzione alla qualità e alla relazione umana, senza scivolare nei modelli delle telematiche.

Link to Test d’ingresso: Tolc, Tol e preselezioniTest d’ingresso: Tolc, Tol e preselezioni

L’accesso all’università resta regolato da test: Tolc (Test OnLine Cisia), Tol o test interni agli atenei. Nel 2024 sono stati erogati 360.000 Tolc, con modalità sia in presenza che da casa. I costi salgono (35 euro), e in molti casi si possono sostenere già al quarto anno di superiori.

Le preselezioni sono spesso anticipate: La Sapienza ha già chiuso quelle per Ingegneria. Il sistema resta frammentato e poco uniforme, aumentando i costi e la complessità per le famiglie.

Link to Università “sotto casa” per la triennale, fuori sede per la magistraleUniversità “sotto casa” per la triennale, fuori sede per la magistrale

Per contenere i costi dell’affitto e della vita universitaria, sempre più studenti scelgono di frequentare la triennale vicino casa e spostarsi per la magistrale. Un trend che si consolida, complici la No Tax Area (tra i 22mila e i 30mila euro di ISEE) e le agevolazioni offerte da molti atenei.

Circa il 50% degli studenti statali riceve una qualche forma di sconto o esonero, con un forte impatto sull’accesso.

Link to Nuovi corsi: sostenibilità, territorio e innovazioneNuovi corsi: sostenibilità, territorio e innovazione

Molte novità nell’offerta 2025-26 ruotano attorno a sostenibilità, territorio e multidisciplinarietà. A Catania nascono corsi in Chimica sostenibile e Viticoltura ed enomarketing; a Ferrara, un nuovo percorso in Design per la cultura e la salute. Bicocca collabora con Pavia per lanciare corsi in inglese e orientati all’innovazione. Palermo propone Veterinaria, Ingegneria aerospaziale ed Educazione socio-sanitaria.

Tor Vergata apre nuovi corsi in Psicologia, Biotecnologie e Veterinaria, e potenzia il polo di Rieti con 16 corsi, inclusi due in inglese e diverse collaborazioni interuniversitarie.

L’università italiana si trova a un punto di svolta: tra calo delle nascite, nuove tecnologie e competizione internazionale, è costretta a rinnovarsi. I corsi in inglese, la didattica flessibile e l’integrazione dell’intelligenza artificiale rappresentano il futuro di un sistema che vuole restare competitivo e inclusivo. Il 2025-26 sarà un anno di transizione, ma anche di grandi opportunità.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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