Usa, al via nuova fase con la Fed che ha deciso di ridurre i tassi di interesse

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Usa, al via nuova fase con la Fed che ha deciso di ridurre i tassi di interesse

Usa, al via nuova fase con la Fed che ha deciso di ridurre i tassi di interesse

Link to Nel 2026, i tassi potrebbero scendere al 3,25%-3,50%, contro il 2,75%-3% stimato in settembre. Per il 2027, è previsto un ulteriore calo al 3%-3,25%, anziché al 2,75%-3%. Anche il tasso di lungo periodo è stato ritoccato leggermente al rialzo, attestandosi al 3%, contro il precedente 2,75%-3%.Nel 2026, i tassi potrebbero scendere al 3,25%-3,50%, contro il 2,75%-3% stimato in settembre. Per il 2027, è previsto un ulteriore calo al 3%-3,25%, anziché al 2,75%-3%. Anche il tasso di lungo periodo è stato ritoccato leggermente al rialzo, attestandosi al 3%, contro il precedente 2,75%-3%.

 

 

La Federal Reserve ha deciso di ridurre i tassi d’interesse di 25 punti base, portandoli al 4,25%-4,50%, in linea con le aspettative degli analisti. La decisione è stata approvata a maggioranza, anche se Beth M. Hammack, membro del Comitato di politica monetaria (Fomc), avrebbe preferito mantenerli al livello precedente, ossia 4,50%-4,75%. Il presidente Jerome Powell ha descritto questa mossa come un passaggio a una "nuova fase", sottolineando che, sebbene sia stata una scelta complessa, si è ritenuto fosse quella giusta. Nei prossimi mesi, il ritmo dei futuri rialzi dei tassi dovrebbe rallentare. Un piccolo cambiamento nel comunicato ufficiale riflette questo approccio più cauto: invece di parlare genericamente di "prossimi aggiustamenti" al costo del credito, si menzionano ora specificamente "le dimensioni e i tempi" di tali interventi.

Le previsioni aggiornate di dicembre confermano questo orientamento. I “dots”, che rappresentano le proiezioni dei membri del Fomc, indicano un tasso di riferimento del 3,75%-4% entro la fine del 2025, in rialzo rispetto al 3,25%-3,50% stimato a settembre. Per il 2024, l’incremento previsto è di soli 50 punti base, dimezzato rispetto ai 100 punti stimati in precedenza. Nel 2026, i tassi potrebbero scendere al 3,25%-3,50%, contro il 2,75%-3% stimato in settembre. Per il 2027, è previsto un ulteriore calo al 3%-3,25%, anziché al 2,75%-3%. Anche il tasso di lungo periodo è stato ritoccato leggermente al rialzo, attestandosi al 3%, contro il precedente 2,75%-3%.

Questo rallentamento nel ritmo dei tagli è coerente con le prospettive economiche della Fed, che ora prevede un’inflazione più alta rispetto a tre mesi fa. L’inflazione generale dovrebbe attestarsi al 2,5% nel 2025 (rispetto al 2,1% stimato a settembre), scendendo al 2,1% nel 2026 e al 2% nel 2027. Anche l’inflazione core segue un andamento simile. Tuttavia, è cresciuta l’incertezza, con un ampliamento della gamma delle previsioni dei singoli membri del Fomc, soprattutto per il 2025 e il 2026.

Per quanto riguarda la crescita economica, le stime sono rimaste pressoché invariate. Per il 2023 è previsto un aumento del PIL del 2,5%, superiore al 2% stimato a settembre, seguito da un rallentamento al 2,1% nel 2024 e al 1,9% nel 2027. La disoccupazione dovrebbe rimanere stabile intorno al 4,3% nei prossimi tre anni, leggermente sopra il tasso di lungo periodo del 4,2%.

Powell ha spiegato che il mercato del lavoro non sta generando pressioni inflazionistiche significative, grazie a un rallentamento delle assunzioni. Questo, unito al fatto che i tassi attuali si avvicinano al livello considerato neutrale, ha spinto la Fed a optare per un approccio più prudente. Tuttavia, rimane l’incertezza sull’andamento dell’inflazione, attualmente più alta del previsto. Powell ha descritto questa situazione con una metafora: "Quando il percorso è incerto, si procede più lentamente, come guidare in una notte nebbiosa o muoversi in una stanza buia piena di mobili".

 

 

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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