Usa. Il NYT lancia l’allarme: calano le assunzioni, cresce l’incertezza. E Trump licenzia la commissaria al lavoro

Usa. Il NYT  lancia l’allarme: calano le assunzioni, cresce l’incertezza. E Trump licenzia la commissaria al lavoro

Link to Il  dati diffusi dal Dipartimento del lavoro  mostrano un mercato occupazionale più debole del previsto. Penalizzati manifattura e pubblico impiego, mentre cresce l’incertezza legata a dazi e politiche economiche.Il  dati diffusi dal Dipartimento del lavoro  mostrano un mercato occupazionale più debole del previsto. Penalizzati manifattura e pubblico impiego, mentre cresce l’incertezza legata a dazi e politiche economiche.

 

Le imprese statunitensi stanno rallentando bruscamente le assunzioni, un segnale evidente del progressivo indebolimento del mercato del lavoro e della crescente incertezza economica. Lo riferisce il New York Times, commentando i dati diffusi venerdì dal Dipartimento del Lavoro: nel mese di luglio sono stati creati appena 73.000 nuovi posti di lavoro, un numero nettamente inferiore alle aspettative degli economisti.Il tasso di disoccupazione è salito leggermente al 4,2%, rispetto al 4,1% registrato a giugno. Ancora più significativo, osserva il quotidiano statunitense, è il drastico ritocco al ribasso dei dati dei due mesi precedenti, con una perdita netta di 258.000 posti di lavoro rispetto alle stime iniziali — una revisione che segnala un rallentamento più profondo e strutturale del previsto.

Sanità in crescita, ma calano pubblico impiego e manifattura

Il report mette in evidenza come il settore sanitario resti l’unico motore delle assunzioni, con 55.400 nuovi impieghi, sostenuti dall’invecchiamento della popolazione e dalla crescente domanda di assistenza. Seguono a distanza il commercio al dettaglio (+15.700) e il comparto turistico-ricreativo (+5.000).Di segno opposto, invece, i dati relativi al settore pubblico e alla manifattura. La pubblica amministrazione ha perso 12.000 posti solo a luglio, un effetto diretto dei tagli alla forza lavoro federale voluti dall’amministrazione Trump, che da inizio anno ha già ridotto di 84.000 unità il personale statale. Il settore manifatturiero ha registrato 11.000 posti in meno, il terzo mese consecutivo di perdite. I dazi introdotti da Trump, pensati per rilanciare l’industria nazionale, sembrano aver ottenuto l’effetto contrario: l’aumento dei costi di componenti e materiali importati ha penalizzato molte fabbriche, scoraggiando la produzione e l’occupazione. Il New York Times sottolinea che molte aziende hanno sospeso i propri piani di espansione a causa del clima di incertezza generato dalle politiche economiche della Casa Bianca: tariffe altalenanti, restrizioni sull’immigrazione e tagli pubblici stanno alimentando l’instabilità e congelando gli investimenti. “È difficile procedere con nuove assunzioni quando non si ha idea di dove finiranno i dazi,” ha dichiarato Diane Swonk, capo economista di KPMG. “È proprio l’incertezza a bloccare tutto.” Un esempio emblematico è quello della Taylor Group Inc., azienda industriale del Mississippi che ha rinunciato a nuove assunzioni per via delle tensioni commerciali. “Senza quei dazi, avremmo potuto assumere più persone,” ha ammesso il CEO Lex Taylor.

 

Fed sotto pressione e scontro sui dati occupazionali

Il rapporto è stato pubblicato pochi giorni dopo la decisione della Federal Reserve di mantenere invariati i tassi d’interesse per la quinta volta consecutiva. Alcuni membri del board avevano già chiesto un taglio, preoccupati dai segnali di rallentamento. Il presidente Donald Trump, da tempo in contrasto con il governatore della Fed Jerome Powell, ha colto l’occasione per rinnovare le critiche via Truth Social:“Jerome ‘Too Late’ Powell è un disastro. Abbassate i tassi! La buona notizia è che i dazi stanno portando miliardi di dollari negli USA!” Trump ha anche annunciato l’immediata rimozione di Erika McEntarfer, commissaria del Bureau of Labor Statistics nominata dall’ex presidente Biden, accusandola — senza alcuna prova — di aver manipolato i dati sul lavoro per fini politici. Ha promesso di sostituirla con una figura “più competente e qualificata”.

Disoccupazione di lungo periodo in aumento

Nonostante tutto, il tasso di disoccupazione rimane relativamente basso, grazie anche a un calo della forza lavoro disponibile, in parte legato alle restrizioni sull’immigrazione. Tuttavia, cresce il numero dei disoccupati di lungo periodo, ovvero coloro che sono senza lavoro da oltre sei mesi: un altro segnale preoccupante di un possibile deterioramento strutturale.

 

Il New York Times conclude che, sebbene i licenziamenti restino contenuti, le imprese stanno frenando le assunzioni in attesa di maggiore chiarezza su dazi, inflazione e politiche monetarie. Intanto, i salari crescono moderatamente (+0,3% su base mensile e +3,9% annuo), ma il futuro del mercato del lavoro americano appare incerto.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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