14 luglio a Roma: la cooperazione franco-italiana celebrata al Palazzo Farnese restaurato

di

Lana Blanc

Al centro degli interventi anche il multilateralismo, la collaborazione nei settori strategici, le sfide umanitarie e l'impegno comune per la pace in Libano, il sostegno all'Ucraina e la difesa europea

14 luglio a Roma: la cooperazione franco-italiana celebrata al Palazzo Farnese restaurato

Il 14 luglio, a Palazzo Farnese, l'ambasciatrice di Francia in Italia Anne-Marie Descôtes, insieme in particolare a Tanguy Stehelin, rappresentante permanente della Francia presso le Nazioni Unite a Roma, ha celebrato l'amicizia franco-italiana, l'agenda diplomatica comune e la cooperazione umanitaria internazionale.

Palazzo Farnese ha ritrovato tutto il suo splendore dopo cinque anni di lavori di restauro: una notizia particolarmente attesa dalla comunità francese a Roma, ma anche, come ha sottolineato l'ambasciatrice, da «tutti i nostri amici romani», tanto questo palazzo riveste un'importanza simbolica. Aprendo la cerimonia, Anne-Marie Descôtes non ha mancato di sottolineare la portata di questa tappa: «questo gioiello del patrimonio italiano finalmente liberato dalle impalcature», dopo cinque anni di lavori, rappresenta ai suoi occhi ben più di un semplice restauro architettonico. La serata è stata accompagnata da un canto del Coro dell'Accademia Chigiana di Siena, oltre a un momento di raccoglimento per commemorare i dieci anni dall'attentato di Nizza, in memoria delle vittime.

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La cerimonia si è svolta alla presenza di diverse personalità: Tanguy Stehelin, Antonio Tajani (vicepresidente del Consiglio dei ministri italiano), Sébastien Martin (ministro delegato all'Industria) e Adolfo Urso (ministro italiano delle Imprese e del Made in Italy). Anne-Marie Descôtes vi ha visto l'occasione per celebrare un'amicizia italo-francese particolarmente viva in questo momento, sostenuta in particolare dal vertice intergovernativo tenutosi lo scorso 25 giugno ad Antibes;un appuntamento che ha definito un grande successo, con risultati concreti a testimonianza di un'ambizione condivisa: rafforzare i due Paesi, e con essi l'Europa, in settori strategici. Questo vertice si inserisce, ha ricordato, in un calendario internazionale particolarmente fitto: dal G7 di Evian al vertice NATO ad Ankara, passando per il Consiglio dell'Unione europea, la riunione dell'E5 a Berlino, quella della coalizione dei Volenterosi, fino alla creazione di una coalizione integrata anti-missili balistici che riunisce già nove Paesi, tra cui l'Italia. Una successione di impegni che, per l'ambasciatrice, disegna l'immagine di partner europei solidali; una postura ritenuta tanto più essenziale nel momento di un risveglio strategico europeo ormai necessario.

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Tornando sulla presidenza francese del G7, Anne-Marie Descôtes ha elogiato l'unità dimostrata nonostante un contesto internazionale particolarmente difficile, con l'adozione all'unanimità di nove dichiarazioni su sfide globali: il sostegno all'Ucraina, l'impegno a porre fine alle violenze in Medio Oriente, la costruzione di una crescita sostenibile, i partenariati internazionali, oltre alla lotta contro il traffico di droga, il traffico di migranti, l'Ebola e il cancro.  «La nostra cooperazione bilaterale contribuisce all'agenda europea in materia di competitività e sovranità», ha inoltre sottolineato, mettendo in evidenza la cooperazione franco-italiana nel settore spaziale, sostenuta in particolare dal supporto congiunto ai progetti Bromo e Iris. «La presenza, questa sera, del ministro delegato all'Industria Sébastien Martin testimonia il carattere concreto di questo lavoro comune», ha affermato Anne-Marie Descôtes. 

Prendendo a sua volta la parola, Tanguy Stehelin ha orientato il proprio intervento verso le sfide umanitarie internazionali. Tornando sulla visita del Papa al Programma alimentare mondiale lo scorso 22 giugno, ha affermato «la necessità di rimettere la persona umana al centro degli obiettivi umanitari». Ha elogiato il lavoro della FAO per sensibilizzare sulla crisi dei fertilizzanti in Medio Oriente e individuare alternative sostenibili, così come quello del FIDA (Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo) per rafforzare il ruolo delle donne nelle aree rurali, un tema particolarmente attuale dal momento che il 2026 è stato dichiarato Anno internazionale della donna rurale. Secondo lui, Francia e Italia condividono la stessa preoccupazione: preservare queste istituzioni internazionali, chiamate a svolgere un ruolo centrale di fronte alle sfide future, in particolare le ondate di calore e la scarsità d'acqua.

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Prendendo a sua volta la parola, Antonio Tajani è tornato a lungo sui colloqui appena avuti a Roma, in occasione della prima giornata di dialogo tra Israele e Libano. Dicendosi portatore di «buone informazioni» e ottimista sull'evoluzione di questi scambi, il vicepresidente del Consiglio italiano ha affermato che la Francia, come l'Italia, sono pronte a giocare un ruolo attivo nella difesa della pace e a offrire al Libano una prospettiva positiva, sostenendo in particolare, sotto l'egida dell'Unione europea o delle Nazioni Unite, gli sforzi del governo del presidente Joseph Aoun per garantire la sovranità del Paese. Ha inoltre ricordato come l'amicizia franco-italiana si sia nuovamente espressa, il giorno precedente, in occasione dei vertici dedicati all'Ucraina, in uno spirito di unità tra Paesi impegnati nella difesa della democrazia di fronte all'aggressione russa. Antonio Tajani ha salutato in questa occasione la creazione di una coalizione dedicata alla difesa anti-missili balistici un primo passo, secondo lui, verso una vera difesa europea, destinata ad appoggiarsi su una cooperazione rafforzata con Ucraina e Stati Uniti in materia di tecnologia e innovazione, al servizio della sicurezza dell'Ucraina e dell'intero continente. Convinto che il rafforzamento della difesa europea consoliderebbe il pilastro europeo della NATO, ha insistito sul carattere indispensabile delle relazioni transatlantiche per la difesa della democrazia, dei diritti umani e dei valori europei nel mondo, concludendo con un messaggio risolutamente ottimista sulla capacità dell'Italia e della Francia di avanzare, insieme, verso questo obiettivo.

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