25 aprile. Ottanta anni fa l'Italia si liberava dal nazifascismo. Mattarella e Meloni all'Altare della Patria, polemiche sul richiamo al basso profilo

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Redazione
25 aprile. Ottanta anni fa l'Italia si liberava dal nazifascismo. Mattarella e Meloni all'Altare della Patria, polemiche sul richiamo al basso profilo

Link to A Milano, il sindaco Giuseppe Sala ha difeso il senso della manifestazione, sottolineando che il diritto a manifestare è sacrosanto ma deve rimanere coerente con il significato profondo della giornata, criticando l’invito alla sobrietà come un messaggio fuorviante.A Milano, il sindaco Giuseppe Sala ha difeso il senso della manifestazione, sottolineando che il diritto a manifestare è sacrosanto ma deve rimanere coerente con il significato profondo della giornata, criticando l’invito alla sobrietà come un messaggio fuorviante.

 

[caption id="attachment_67638" align="aligncenter" width="300"] Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente del Senato Ignazio La Russa, il presidente della Camera Lorenzo Fontana e il ministro alla Difesa Guido Crosetto, durante la cerimonia della deposizione di una corona in occasione dell’80 esimo Anniversario della Liberazione, presso l’Altare della Patria, Roma, 25 aprile 2025. ANSA/ANGELO CARCONI[/caption]

Oggi, 25 aprile l’Italia celebra l’80° anniversario della Liberazione dal nazifascismo. Una giornata densa di memoria, significati politici e riflessioni sull’identità democratica del Paese. Alla cerimonia ufficiale all’Altare della Patria, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni hanno reso omaggio al Milite Ignoto, accompagnati dalle più alte cariche istituzionali. Il Capo dello Stato proseguirà poi la giornata a Genova, mentre la presidente del Consiglio è rientrata a Palazzo Chigi.

Meloni, in una nota, ha affermato che il 25 aprile onora la libertà ritrovata e i valori democratici scritti nella Costituzione, auspicando che questa data diventi sempre di più un momento di concordia nazionale, contro ogni forma di totalitarismo e violenza politica.  Alle Fosse Ardeatine, il vicepremier Antonio Tajani ha ricordato le vittime della strage nazifascista, spiegando che la sobrietà non significa dimenticare la storia, ma celebrare una data che rappresenta la libertà e l’unità nazionale. A Milano, il sindaco Giuseppe Sala ha difeso il senso della manifestazione, sottolineando che il diritto a manifestare è sacrosanto ma deve rimanere coerente con il significato profondo della giornata, criticando l’invito alla sobrietà come un messaggio fuorviante.

Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha ricordato il carattere plurale della Resistenza, lodando il contributo di tutte le sue anime e spiegando che l’invito alla sobrietà era solo un’esortazione al rispetto della giornata e dell’ordine pubblico, senza intenzioni polemiche. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha parlato della libertà come una storia da difendere ogni giorno, ricordando il ruolo del popolo italiano nella nascita della Repubblica.

Matteo Salvini ha citato la Carta di Chivasso del 1943, sottolineando il federalismo come garanzia contro il ritorno della dittatura. Angelo Bonelli ha invitato a coltivare la memoria come antidoto contro gli orrori della storia, esprimendo gratitudine a chi ha sacrificato la vita per la democrazia. A Roma, il corteo della Brigata Ebraica ha attraversato piazzale Ostiense senza incidenti, nonostante la vicinanza di un presidio pro Palestina. A Milano, la partecipazione è stata ampia e composta, con forte presenza istituzionale. L’80° anniversario della Liberazione si è rivelato non solo un momento di memoria ma anche un’occasione per riflettere sul presente e sull’importanza della democrazia come bene da difendere ogni giorno.

 

 

 

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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