Allarme bomba sugli aerei, caos nei cieli europei: sei voli coinvolti in Italia, caccia militari in azione. Si indaga sulle minacce

di

Carlo Longo

Allarmi bomba sugli aerei in Italia e in Europa: voli dirottati, caccia militari e controlli negli aeroporti. Sei casi iniziali tra Roma e Milano, indagini sulle email anonime

Allarme bomba sugli aerei, caos nei cieli europei: sei voli coinvolti in Italia, caccia militari in azione. Si indaga sulle minacce

Una nuova ondata di allarmi bomba ha provocato il caos nei cieli europei, costringendo diversi aerei di linea a modificare la rotta, effettuare atterraggi precauzionali e sottoporsi a controlli straordinari. Nella giornata di giovedì 5 novembre 2026, almeno sei voli in partenza o diretti in Italia sono stati interessati dalle segnalazioni, mentre il numero complessivo degli episodi ha continuato a crescere nel corso delle ore.

Le verifiche effettuate dalle autorità non hanno portato al ritrovamento di ordigni esplosivi. Le minacce si sono dunque rivelate infondate, ma hanno provocato disagi ai passeggeri e mobilitato forze di polizia, artificieri e reparti dell'aviazione militare di diversi Paesi.

Gli investigatori stanno cercando di individuare i responsabili delle email anonime che hanno fatto scattare gli allarmi. Tra le ipotesi al vaglio figura quella di un'azione coordinata su scala europea, anche se al momento non sono emerse conferme definitive.

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Uno degli episodi più significativi ha riguardato il volo Aer Lingus EI402, partito da Dublino e diretto all'aeroporto Leonardo da Vinci di Roma Fiumicino.

L'Airbus A320, con 151 passeggeri e sei membri dell'equipaggio, avrebbe dovuto raggiungere la Capitale intorno alle 10.30. Dopo la segnalazione della possibile presenza di un ordigno, il comandante ha modificato la rotta dirigendosi verso la base militare di Évreux-Fauville, in Normandia.

L'aereo è stato intercettato e scortato da un caccia dell'aviazione francese fino all'atterraggio. I passeggeri sono stati evacuati per consentire agli artificieri di effettuare le verifiche di sicurezza, concluse senza il ritrovamento di esplosivi.

L'intervento ha provocato momenti di forte preoccupazione tra le persone a bordo, che hanno assistito all'arrivo dei velivoli militari senza conoscere inizialmente tutti i dettagli della situazione.

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Un secondo allarme ha interessato il volo Finnair AY1761, proveniente da Helsinki e diretto a Fiumicino.

A bordo si trovavano 144 passeggeri e sette membri dell'equipaggio. A differenza del collegamento Aer Lingus, l'aereo ha proseguito verso la destinazione prevista, raggiungendo regolarmente lo scalo romano intorno alle 9.30.

Durante la fase di avvicinamento è intervenuta l'Aeronautica militare italiana, che ha disposto la scorta del velivolo con propri caccia.

Una volta a terra, gli artificieri della Polizia hanno ispezionato l'aeromobile. Anche in questo caso le operazioni di bonifica si sono concluse con esito negativo.

La compagnia finlandese ha confermato che la minaccia era infondata e che tutti gli occupanti sono sbarcati in sicurezza.

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Altri quattro episodi hanno interessato collegamenti in partenza o in arrivo all'aeroporto di Milano Malpensa.

Il caso più rilevante riguarda il volo Wizz Air W46387, diretto a Varsavia. Dopo la segnalazione di un possibile ordigno, l'Airbus A321 è stato dirottato verso Vienna, dove sono state attivate le procedure di sicurezza.

La compagnia ha spiegato che la decisione è stata adottata per tutelare i passeggeri e l'equipaggio, nel rispetto dei protocolli previsti per questo genere di emergenze.

Una seconda segnalazione ha riguardato il collegamento Wizz Air Milano-Bucarest, che ha raggiunto regolarmente la capitale rumena. Dopo l'atterraggio, i controlli non hanno evidenziato situazioni di pericolo.

Sono stati inoltre coinvolti il volo Aegean Airlines proveniente da Salonicco e il Ryanair partito da Oporto, entrambi diretti a Malpensa. I due aeromobili sono atterrati senza modifiche alla rotta e sono stati sottoposti alle verifiche degli artificieri, concluse senza il ritrovamento di materiali esplosivi.

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A far scattare alcuni degli allarmi sono state email anonime inviate agli indirizzi di società e gestori aeroportuali.

I messaggi, scritti in italiano, segnalavano la presenza di ordigni su voli specifici e minacciavano esplosioni entro un'ora. Alcune comunicazioni erano firmate dai sedicenti «Combattenti dello Stato Maschile».

Il nome richiama un movimento estremista russo, conosciuto come Muzhskoye Gosudarstvo, caratterizzato da posizioni ultranazionaliste e misogine.

La presenza della firma, tuttavia, non dimostra che il movimento sia effettivamente responsabile delle minacce. Gli investigatori dovranno accertare l'identità degli autori e verificare se il riferimento all'organizzazione sia autentico oppure utilizzato per depistare le indagini.

Polizia di frontiera e Polizia postale stanno lavorando per ricostruire il percorso dei messaggi, individuare i server utilizzati e risalire agli indirizzi informatici dai quali sono partite le segnalazioni.

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L'emergenza non ha riguardato soltanto gli aeroporti italiani.

Segnalazioni analoghe sono arrivate in Francia, Austria, Bulgaria, Repubblica Ceca, Spagna e altri Paesi europei, interessando numerose compagnie aeree.

In Bulgaria sono stati mobilitati anche caccia MiG-29 per scortare alcuni velivoli diretti verso gli aeroporti nazionali, mentre in Spagna quattro aerei sono stati sottoposti a controlli nello scalo di Madrid.

Le autorità hanno escluso la presenza di esplosivi nei casi verificati, ma la successione ravvicinata degli episodi ha rafforzato l'attenzione degli organismi di sicurezza.

La vicenda segue infatti una prima serie di falsi allarmi registrati martedì 3 novembre, quando diversi voli europei erano già stati interessati da minacce simili.

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La frequenza delle segnalazioni, la somiglianza tra alcuni messaggi e il coinvolgimento simultaneo di diversi Paesi hanno spinto gli investigatori a valutare l'ipotesi di un coordinamento internazionale.

Tra gli scenari esaminati figurano un'azione organizzata da uno stesso gruppo, episodi di emulazione e possibili iniziative finalizzate a provocare disagi e allarme pubblico.

Non viene esclusa neppure la pista della cosiddetta guerra ibrida, che comprende operazioni di destabilizzazione realizzate attraverso strumenti informatici, campagne di disinformazione e minacce contro infrastrutture strategiche.

Si tratta però di ipotesi investigative, non di responsabilità accertate.

Le autorità europee hanno attivato canali di cooperazione internazionale per condividere le informazioni disponibili. Anche Europol ha manifestato la propria disponibilità a collaborare con gli Stati coinvolti.

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Il bilancio degli episodi è stato aggiornato più volte nel corso del 5 novembre. Dopo le prime notizie relative a sei collegamenti da e per l'Italia, successive ricostruzioni hanno indicato almeno sette voli collegati al nostro Paese e oltre venti segnalazioni complessive in Europa, con conteggi differenti a seconda dei casi considerati.

L'elemento comune resta l'esito dei controlli: negli episodi verificati non sono stati trovati ordigni.

Le indagini proseguono per stabilire chi abbia inviato le minacce, se esista una regia comune e quale sia l'obiettivo della campagna di falsi allarmi.

La priorità delle autorità resta garantire la sicurezza dei collegamenti aerei, evitando che nuove segnalazioni possano provocare ulteriori interruzioni del traffico e disagi per migliaia di viaggiatori.

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