Arabia Saudita, Turchia e Pakistan stringono un nuovo patto di difesa destinato a modificare gli equilibri militari del Medio Oriente mentre la guerra con l’Iran si avvicina sempre più al regno saudita. L’accordo, firmato alla Mecca dal principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan e dal premier pachistano Shehbaz Sharif, prevede un meccanismo di difesa reciproca: un attacco contro uno dei tre Paesi sarà considerato un attacco contro tutti. Il patto, che richiama per alcuni aspetti il principio della difesa collettiva della Nato, rafforza i legami di sicurezza già esistenti tra i tre Paesi e offre a Riad un nuovo livello di deterrenza oltre alla storica alleanza con gli Stati Uniti.L’intesa arriva in un momento particolarmente delicato. L’Arabia Saudita è stata più volte colpita durante il conflitto da attacchi iraniani contro infrastrutture civili, impianti energetici e interessi statunitensi. Gli attacchi diretti si sono in gran parte ridotti dopo il cessate il fuoco dell’8 aprile, ma le milizie sostenute da Teheran in Yemen e Iraq hanno continuato a rappresentare una minaccia per il regno.
UNA NUOVA DETERRENZA CONTRO TEHERAN
Il significato strategico dell’accordo è evidente. La Turchia dispone del secondo esercito più grande della Nato dopo quello statunitense, mentre il Pakistan è l’unico Paese musulmano dotato di armi nucleari. La presenza di Ankara e Islamabad accanto a Riad rafforza quindi la capacità di deterrenza saudita e crea un nuovo fronte militare tra tre importanti potenze a maggioranza musulmana. Il documento ufficiale precisa che l'obiettivo è «rafforzare la deterrenza collettiva contro qualsiasi atto di aggressione» e sviluppare la cooperazione militare tra i tre Paesi. Non vengono però specificati i dettagli degli obblighi reciproci né è chiaro fino a che punto l’accordo vincoli concretamente i tre governi a intervenire militarmente in caso di attacco.
Un funzionario turco ha sottolineato che l’intesa non è rivolta contro un Paese specifico, mentre il ministero degli Esteri saudita ha escluso che si tratti della costruzione di un «asse militare» o di un «blocco settario». L’accordo, inoltre, potrebbe essere aperto in futuro all’adesione di altri Paesi.
TURCHIA E PAKISTAN TRA IRAN E GOLFO
La scelta di Ankara e Islamabad assume particolare rilievo anche perché entrambi i Paesi confinano con l’Iran e hanno forti interessi a evitare che il conflitto degeneri in una guerra regionale senza controllo.Il Pakistan deve tenere conto della propria consistente popolazione sciita e dei rapporti delicati con Teheran. La Turchia, pur essendo in competizione con l’Iran su diversi fronti regionali, condivide con la Repubblica islamica la preoccupazione per le organizzazioni curde separatiste.
Per entrambi, dunque, un coinvolgimento diretto nella guerra rappresenterebbe un rischio considerevole. Il nuovo patto potrebbe tuttavia costringerli a intervenire qualora l’Arabia Saudita subisse un attacco di dimensioni tali da far scattare il principio della difesa collettiva.
RIAD PREOCCUPATA PER NUOVI ATTACCHI
L’accordo arriva mentre Riad manifesta crescente preoccupazione per la possibilità di un nuovo attacco coordinato da parte delle milizie filo-iraniane attive in Iraq e Yemen, con il possibile sostegno dei Guardiani della Rivoluzione iraniani.
Secondo quanto riferito dalla CNN, l’Arabia Saudita si starebbe preparando a un'offensiva di grandi dimensioni. Teheran avrebbe inoltre avvertito i Paesi del Golfo che una ripresa degli attacchi statunitensi contro l’Iran potrebbe provocare ritorsioni contro infrastrutture energetiche e impianti di desalinizzazione della regione.
In questo quadro, il trattato firmato alla Mecca rappresenta anche un messaggio diretto a Teheran: un nuovo grande attacco contro l’Arabia Saudita potrebbe far scattare l’accordo e trascinare Turchia e Pakistan nel conflitto, ampliandone drasticamente la portata.
LA REAZIONE DELL’IRAN
Da Teheran sono già arrivati segnali di forte contrarietà. Ebrahim Rezaei, membro della commissione Sicurezza nazionale e Politica estera del Parlamento iraniano, ha avvertito che l’accordo non garantirà la sicurezza dell’Arabia Saudita.
«Un accordo sulla carta con Turchia e Pakistan non porterà sicurezza ai sauditi», ha dichiarato, sostenendo che anche decenni di dipendenza dagli Stati Uniti non avrebbero garantito a Riad una protezione sufficiente.
Il nuovo patto consolida intanto una cooperazione militare che era già in fase di rafforzamento. Arabia Saudita e Pakistan avevano firmato un accordo di difesa reciproca già nel settembre dello scorso anno, prima che l’Iran iniziasse a colpire direttamente obiettivi sauditi.
L’intesa della Mecca arriva così in un Medio Oriente sempre più frammentato, nel quale Riad cerca nuove garanzie di sicurezza, Ankara e Islamabad tentano di evitare un coinvolgimento diretto nel conflitto e Teheran deve fare i conti con la possibilità che un attacco contro l’Arabia Saudita possa trasformare una guerra regionale in un confronto molto più ampio.
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