Bollo auto, l’Ue valuterà l’esenzione decisa dal governo. Giorgetti: «I fondi Pnrr sono ormai soldi nazionali»

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Corinna Pindaro

La Commissione europea esaminerà l’esenzione dal bollo auto prevista dall’Italia per il 2027. Bruxelles richiama le regole del Pnrr, Giorgetti replica: «Sono soldi nazionali». Il nodo delle coperture

Bollo auto, l’Ue valuterà l’esenzione decisa dal governo. Giorgetti: «I fondi Pnrr sono ormai soldi nazionali»

L'abolizione del bollo per milioni di automobilisti italiani finisce sotto la lente della Commissione europea.

Bruxelles ha annunciato che valuterà la misura approvata dal governo italiano, che prevede per il 2027 l'esenzione dalla tassa automobilistica per un solo veicolo e, per le autovetture, entro il limite di 80 kilowatt di potenza, circa 109 cavalli.

«Prendiamo atto della nuova misura adottata dal Consiglio dei ministri il 16 settembre», ha spiegato un portavoce della Commissione.

Poi il passaggio più significativo: i servizi dell'esecutivo europeo «valuteranno la misura alla luce della Relazione per Paese del 2026 e delle Raccomandazioni specifiche per Paese del 2026, nel contesto del prossimo Semestre europeo 2027».

Non si tratta, quindi, di una bocciatura dell'esenzione. Bruxelles ha annunciato una valutazione della misura all'interno del normale processo di sorveglianza economica e di bilancio dell'Unione.

Ma la Commissione ha contemporaneamente sollevato un secondo tema, molto più delicato: da dove arriveranno i soldi per finanziarla.

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La questione nasce dalle coperture individuate dal governo per finanziare l'esenzione nel 2027.

Una parte delle risorse dovrebbe infatti arrivare dai risparmi ottenuti su alcune misure finanziate attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Ed è proprio su questo punto che Bruxelles ha scelto le parole con particolare attenzione.

La Commissione ha ricordato che il dispositivo europeo per la ripresa e la resilienza, la Recovery and Resilience Facility, è «uno strumento basato sui risultati» e che i pagamenti agli Stati membri avvengono sulla base del raggiungimento di traguardi e obiettivi concordati.

Una precisazione apparentemente tecnica, ma arrivata proprio mentre in Italia si discute della possibilità di utilizzare economie legate al Piano per finanziare l'esenzione dal bollo.

Bruxelles non ha quindi dichiarato che quei fondi non possano essere utilizzati, ma ha richiamato il funzionamento della RRF e ha annunciato che il provvedimento italiano sarà esaminato.

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Il governo respinge però l'idea che si stiano utilizzando direttamente fondi europei per finanziare una riduzione fiscale.

Da Dublino, dove partecipa alle riunioni dell'Eurogruppo e dell'Ecofin informale, il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha spiegato che si tratta di risparmi derivanti dalla componente a prestito del PNRR.

Secondo il ministro, quei finanziamenti sono stati presi in prestito dallo Stato italiano dalla Commissione europea e vengono quindi restituiti dall'Italia.

Per questo, una volta realizzati i risparmi e scaduti i termini per una loro diversa ricollocazione nel Piano, diventerebbero nella sostanza risorse nazionali.

«Sono soldi nostri», è la posizione sintetizzata da Giorgetti, secondo il quale non si tratta più di risorse europee sulle quali Bruxelles possa decidere direttamente la destinazione. Governo e Parlamento, ha sostenuto, possono quindi utilizzarle secondo le proprie decisioni.

È proprio su questa interpretazione che si apre ora il confronto con la Commissione.

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Il provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri prevede, per il momento, l'esenzione soltanto per il 2027.

Secondo una bozza del decreto visionata da Reuters, il costo era stimato in circa 2,36 miliardi di euro. Il governo ha però dichiarato l'intenzione di trasformare successivamente la misura in un intervento strutturale.

Ed è qui che emerge un secondo problema.

Una cosa è finanziare l'esenzione per un anno attraverso risorse una tantum; altra cosa è trovare ogni anno diversi miliardi di euro per rendere permanente la cancellazione del tributo.

Giorgetti ha ribadito che l'obiettivo del governo è proprio questo: rendere strutturale l'intervento attraverso la prossima legge di Bilancio.

Le coperture utilizzate per il 2027, quindi, non risolvono automaticamente il problema finanziario degli anni successivi.

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Il decreto stabilisce che l'esenzione riguardi le persone fisiche e sia riconosciuta per un solo veicolo regolarmente assicurato.

Per le automobili, il limite è fissato a 80 kW.

Rientrano quindi numerose citycar, utilitarie e vetture di piccola e media potenza alimentate a benzina, diesel o con sistemi ibridi che rispettino il limite previsto.

Nel caso in cui una persona possieda più autovetture che potrebbero beneficiare dell'agevolazione, l'esenzione viene applicata a una sola macchina e, in particolare, a quella con la potenza inferiore.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha successivamente calcolato che 24.608.867 persone possiedono almeno un veicolo con potenza entro gli 80 kW e rientrano quindi nella platea potenzialmente interessata.

In Italia risultano complessivamente oltre 59 milioni di autoveicoli e motoveicoli, più di 34 milioni dei quali entro la soglia degli 80 kW.

La platea effettiva dipenderà però dall'applicazione di tutti i requisiti previsti dal decreto, a partire dal limite di un solo veicolo per persona.

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È anche questo uno degli aspetti sui quali occorre distinguere l'annuncio politico dalla norma approvata.

Il governo ha parlato dell'intenzione di arrivare all'abolizione strutturale del bollo per questa categoria di veicoli.

Il testo adottato, però, stabilisce al momento che l'esenzione si applichi ai versamenti della tassa automobilistica con scadenza ordinaria compresa tra 1° gennaio e 31 dicembre 2027.

Per renderla permanente sarà quindi necessario un nuovo intervento.

La stessa presidente del Consiglio Giorgia Meloni, annunciando la misura, aveva spiegato che l'obiettivo sarebbe stato quello di renderla strutturale con la legge di Bilancio.

Ora il passaggio diventa soprattutto finanziario: trovare coperture permanenti compatibili con gli obiettivi di finanza pubblica.

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L'intervento della Commissione va letto proprio in questo contesto.

Il Semestre europeo è il meccanismo attraverso il quale Bruxelles coordina e monitora le politiche economiche e di bilancio degli Stati membri.

L'Italia resta inoltre un Paese caratterizzato da un debito pubblico particolarmente elevato. Reuters segnala che, secondo le più recenti previsioni governative, il rapporto debito/Pil dovrebbe raggiungere quest'anno quasi il 139%.

Per questo una riduzione permanente delle entrate per diversi miliardi di euro deve essere valutata insieme alle coperture e all'andamento complessivo dei conti pubblici.

La Commissione aveva già invitato l'Italia, di fronte all'aumento dei costi energetici, a privilegiare misure maggiormente mirate verso famiglie e imprese vulnerabili e a limitarne l'impatto sul bilancio.

L'esenzione dal bollo, invece, non è collegata all'Isee. Il MIT conferma che per il 2027 il beneficio è previsto senza limiti di reddito.

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Il passaggio è importante soprattutto per evitare un equivoco.

L'Unione europea non ha bocciato l'abolizione del bollo auto.

La Commissione ha detto che la valuterà nell'ambito del Semestre europeo e, contemporaneamente, ha ricordato quali sono le regole che disciplinano le risorse della Recovery and Resilience Facility.

Da parte sua, il governo sostiene che i risparmi individuati non debbano più essere considerati risorse europee vincolate alle finalità del PNRR, perché derivano da prestiti che l'Italia dovrà comunque restituire.

Il confronto, quindi, si gioca su due piani distinti: la sostenibilità economica dell'esenzione e la natura delle risorse utilizzate per finanziarla nel primo anno.

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Per gli automobilisti, almeno per ora, il riferimento rimane il 2027.

L'esenzione prevista dal decreto riguarda un solo veicolo assicurato e, nel caso delle automobili, la soglia massima degli 80 kW.

La questione politicamente ed economicamente più importante arriverà però subito dopo.

Se il governo vorrà mantenere la promessa di trasformare il provvedimento in una misura permanente, dovrà individuare coperture strutturali per gli anni successivi.

Ed è proprio su questo terreno che il confronto con Bruxelles potrebbe diventare più significativo.

Per il momento la Commissione non dice no. Dice «valuteremo».

E mentre Giorgetti rivendica che i risparmi individuati per il 2027 sono ormai «soldi nazionali», l'Europa prepara l'esame della misura nel prossimo Semestre europeo.

La partita sull'abolizione del bollo, dunque, non è ancora chiusa: dopo il via libera del governo italiano, comincia ora quella sulle coperture e sulla sostenibilità nel tempo.

 

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