Notte di tensione a Bologna dopo la manifestazione organizzata per chiedere verità sulla morte di Abderrahim Fakir, il 42enne marocchino deceduto durante un intervento della polizia al Pilastro. Il corteo, nato come momento di protesta e commemorazione, è degenerato in scontri tra gruppi antagonisti e forze dell’ordine nel centro cittadino.
La protesta, partita con un presidio pacifico in piazza Nettuno, è sfociata in episodi di violenza: lanci di oggetti contro gli agenti, barricate improvvisate con biciclette e transenne, uso di idranti e lacrimogeni da parte della polizia. Un’auto comunale è stata incendiata in via Ugo Bassi e si sono registrati principi di incendio in alcune aree del centro.
Il bilancio della serata è di undici persone soccorse dal 118, tra manifestanti e operatori delle forze dell’ordine. Alcuni poliziotti hanno riportato ferite, mentre un agente e un manifestante sono stati trasportati in ospedale per controlli.
Sul fronte giudiziario, la Procura di Bologna indaga sulla morte di Fakir con l’ipotesi di omicidio colposo. Al momento non risultano persone iscritte nel registro degli indagati. Gli accertamenti riguardano l’intervento di due agenti e quattro sanitari. La famiglia della vittima ha nominato come legale Fabio Anselmo, già avvocato nei casi Cucchi e Aldrovandi, chiedendo che la ricostruzione dei fatti sia affidata alla magistratura e non alla sola valutazione interna delle forze dell’ordine.
La vicenda è al centro del dibattito politico. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha definito la morte di Fakir «un episodio drammatico e tragico», invitando ad attendere l’esito delle indagini: «Saranno i magistrati a ricostruire quanto accaduto». Il ministro ha ricordato che gli agenti erano dotati di bodycam e che le immagini sono state consegnate agli inquirenti.
Dure invece le critiche della maggioranza nei confronti del sindaco di Bologna Matteo Lepore, accusato da esponenti del centrodestra di aver favorito un clima di tensione autorizzando la manifestazione. Il leader della Lega Matteo Salvini e altri esponenti politici hanno parlato di «irresponsabilità».
La città resta ora in attesa delle indagini sulla morte di Fakir, mentre il dibattito pubblico si divide tra la richiesta di piena chiarezza sull’intervento della polizia e la condanna delle violenze esplose durante la protesta.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati