Bulgaria, Yliana Yotova vince le presidenziali: confermata alla guida del Paese, affluenza al 29%

di

Mario Tosetti

La presidente uscente, candidata socialista, supera al ballottaggio l'ex premier indipendente Andrei Ghiurov. Le proiezioni le attribuiscono tra il 51 e il 58% dei voti

Bulgaria, Yliana Yotova vince le presidenziali: confermata alla guida del Paese, affluenza al 29%

Yliana Yotova resterà alla presidenza della Bulgaria. La candidata socialista, che aveva assunto la guida dello Stato lo scorso gennaio dopo l'uscita di scena di Rumen Radev, ha ottenuto la maggioranza dei consensi nel ballottaggio delle elezioni presidenziali, superando l'ex primo ministro indipendente Andrei Ghiurov. Secondo le proiezioni diffuse dopo il voto, Yotova avrebbe raccolto tra il 51 e il 58% delle preferenze, contro una quota compresa tra il 38 e il 44% attribuita allo sfidante.

Il risultato conferma la continuità alla guida della presidenza bulgara, ma è accompagnato da un dato significativo: l'affluenza si è fermata al 29% degli aventi diritto. Meno di un elettore su tre ha partecipato alla consultazione, un livello di partecipazione che ridimensiona il peso politico del successo e pone interrogativi sul rapporto tra cittadini e istituzioni.

Alla presidente riconfermata sono arrivate le congratulazioni della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che ha richiamato le priorità della collaborazione tra Sofia e Bruxelles. «Dalla sicurezza e difesa alla nostra competitività e indipendenza energetica, attendo con impazienza di continuare il nostro lavoro congiunto», ha scritto su X, concludendo con l'auspicio di una «Bulgaria forte in una forte Europa».

Ex giornalista ed eurodeputata, Yotova, 62 anni, si prepara a proseguire un mandato nel quale il rapporto con le istituzioni europee sarà uno dei principali dossier. La Bulgaria mantiene un orientamento europeista e atlantista, ma deve confrontarsi con le conseguenze economiche e strategiche delle tensioni tra l'Unione europea e la Russia, soprattutto sul fronte dell'energia.

L'approvvigionamento di gas e petrolio resta infatti una questione particolarmente delicata per Sofia, come per altri Paesi dell'Europa orientale storicamente legati alle forniture russe. Il dibattito sulle sanzioni a Mosca, sulla diversificazione energetica e sui costi della transizione verso fonti alternative continua a incidere sulle scelte politiche nazionali e sulle relazioni con Bruxelles.

Un altro nodo riguarda la guerra in Ucraina. Nel confronto politico bulgaro hanno trovato spazio posizioni favorevoli a una ripresa dei canali diplomatici con la Russia di Vladimir Putin, insieme a riserve sull'efficacia delle sanzioni economiche e sull'invio di aiuti militari a Kiev. Si tratta di questioni sulle quali la presidenza dovrà misurarsi con gli orientamenti dell'Unione europea e della NATO, in un contesto internazionale ancora segnato dal conflitto.

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