Due alti funzionari della polizia serba sono stati arrestati domenica 1° novembre con l’accusa di abuso d’ufficio. Si tratta di Marko Kričak, responsabile della direzione della polizia criminale, incaricata delle indagini sui reati più gravi, e Boško Sekulović, a capo del servizio per il contrasto alla criminalità. Entrambi sono sospettati di avere interferito con un’indagine per omicidio condotta a Belgrado.
Gli arresti intervengono in una fase di profondo cambiamento politico per la Serbia. Il 25 ottobre il movimento studentesco, protagonista negli ultimi due anni di una lunga mobilitazione contro il governo, ha ottenuto una netta vittoria nelle elezioni parlamentari, sconfiggendo il partito dell’ex presidente Aleksandar Vučić.
Kričak è considerato vicino a Vučić ed è tra i dirigenti delle forze dell’ordine associati agli interventi repressivi contro le manifestazioni studentesche. Proprio il suo nome era stato indicato dal movimento tra quelli dei funzionari da rimuovere. La richiesta era stata avanzata pubblicamente giovedì scorso, durante una conferenza stampa successiva al successo elettorale.
La procura ha tuttavia escluso un collegamento tra gli arresti e il risultato delle elezioni. Secondo gli inquirenti, il procedimento riguarda un omicidio commesso nella capitale serba lo scorso maggio. Kričak e Sekulović avrebbero ostacolato l’attività investigativa, abusando delle rispettive funzioni.
A carico di Kričak sono state formulate anche accuse di maltrattamenti e tortura, riferite a presunte violenze nei confronti di un testimone del delitto. Si tratta di contestazioni ancora da accertare nelle sedi giudiziarie.
La vicenda assume particolare rilievo per il ruolo ricoperto dai due dirigenti e per la coincidenza temporale con il passaggio politico seguito alla vittoria degli studenti. Da un lato, il nuovo movimento ha posto tra le proprie priorità la revisione dei vertici della polizia coinvolti nella gestione delle proteste; dall’altro, la magistratura sostiene che le misure adottate nei confronti di Kričak e Sekulović derivino da un’indagine penale autonoma.
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