Caldo record in Europa: oltre 10.000 morti in eccesso a fine giugno

di

Ennio Bassi

La stragrande maggioranza delle vittime ha più di 65 anni. Gli esperti collegano l’ondata di calore estrema ai cambiamenti climatici e sottolineano la vulnerabilità degli anziani

Caldo record in Europa: oltre 10.000 morti in eccesso a fine giugno

L’ondata di caldo che ha investito l’Europa occidentale alla fine di giugno 2026 ha provocato oltre 10.000 decessi in eccesso, secondo i dati pubblicati da EuroMOMO, la rete europea di monitoraggio della mortalità sostenuta dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e dall’Organizzazione mondiale della sanità. Più di 9.000 vittime avevano 65 anni o più, confermando come le persone anziane siano le più vulnerabili agli effetti estremi delle temperature elevate.

Il progetto EuroMOMO analizza in tempo reale i dati sui decessi per identificare anomalie legate a eventi stagionali, epidemie o condizioni climatiche estreme. Gli esperti hanno spiegato che il caldo intenso può provocare colpi di calore e aggravare patologie cardiovascolari o respiratorie, soprattutto nelle fasce d’età più fragili.

«Un eccesso di mortalità così elevato in questo periodo dell’anno è insolito», ha dichiarato Lasse Vestergaard dello Statens Serum Institut in Danimarca. «È difficile spiegare questo fenomeno con cause diverse dal caldo estremo». Gli scienziati avvertono che, senza i cambiamenti climatici indotti dall’uomo, un’ondata di calore di tale intensità sarebbe stata praticamente impossibile.

I dati si riferiscono alla settimana dal 22 al 28 giugno 2026 e includono tutti i decessi in eccesso, indipendentemente dalla causa, nei 27 Paesi europei che partecipano al monitoraggio. Non sono stati identificati altri fattori rilevanti, come focolai di Covid-19, che possano aver contribuito all’aumento di oltre 10.650 morti rispetto alle settimane precedenti.

Francia e Belgio sono stati i Paesi con un eccesso di mortalità particolarmente elevato, mentre la Gran Bretagna ha registrato circa 2.700 decessi attribuibili alle ondate di calore di maggio e giugno, di cui il 42% direttamente collegato al riscaldamento globale, secondo uno studio dell’Imperial College di Londra, del Met Office e della London School of Hygiene & Tropical Medicine.

L’ondata di caldo ha inoltre provocato interruzioni di corrente e chiusure scolastiche nei Paesi più colpiti, accentuando l’impatto sociale ed economico del fenomeno. I dati di EuroMOMO potrebbero essere aggiornati nelle prossime settimane con ulteriori informazioni.

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