Calenzano, l'interazione tra due operazioni di manutenzione potrebbe aver causato la tragedia

di

Emilia Morelli
Calenzano, l'interazione tra due operazioni di manutenzione potrebbe aver causato la tragedia

Link to Secondo le prime ricostruzioni, un lavoro riguardava una condotta di carburante dismessa situata sotto la pensilina numero 7, mentre il secondo intervento era relativo alla riparazione di due raccoglitori di vapori di benzina, già segnalati come malfunzionanti. L'interazione tra queste operazioni e la presenza di vapori di carburante potrebbe aver innescato la tragedia, causando cinque vittimeSecondo le prime ricostruzioni, un lavoro riguardava una condotta di carburante dismessa situata sotto la pensilina numero 7, mentre il secondo intervento era relativo alla riparazione di due raccoglitori di vapori di benzina, già segnalati come malfunzionanti. L'interazione tra queste operazioni e la presenza di vapori di carburante potrebbe aver innescato la tragedia, causando cinque vittime

calenzanoLunedì 9 dicembre si sarebbe dovuto svolgere un doppio intervento di manutenzione presso il deposito Eni di Calenzano, nei pressi di Firenze. Entrambe le attività erano programmate nell'area che poi è stata teatro dell'esplosione. Secondo le prime ricostruzioni, un lavoro riguardava una condotta di carburante dismessa situata sotto la pensilina numero 7, mentre il secondo intervento era relativo alla riparazione di due raccoglitori di vapori di benzina, già segnalati come malfunzionanti. L'interazione tra queste operazioni e la presenza di vapori di carburante potrebbe aver innescato la tragedia, causando cinque vittime. Tuttavia, Eni ha specificato che il secondo intervento non era ancora iniziato al momento dell’incidente.

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Alle 10.20 di quella mattina, mentre alcuni autisti erano intenti a caricare autocisterne di carburante, una violenta esplosione si è verificata sotto la pensilina 6. L'onda d'urto si è propagata per centinaia di metri, provocando 26 feriti oltre alle vittime. Le indagini preliminari stanno cercando di capire se le attività previste potessero realmente svolgersi contemporaneamente e se fossero state rispettate tutte le norme di sicurezza.

Lunedì prossimo, un sopralluogo tecnico presso l'impianto potrebbe fare luce sull’accaduto. Periti della Procura di Prato, esperti in esplosivi, chimica e ingegneria strutturale, analizzeranno i danni e ricostruiranno la dinamica dei fatti, con l'obiettivo di accertare eventuali responsabilità.

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Gli inquirenti stanno esaminando documenti chiave, tra cui il piano di sicurezza interna, quello di emergenza esterna e il Duvri (Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenti). Quest’ultimo è cruciale per stabilire se fossero state adottate misure adeguate per ridurre i rischi derivanti da attività parallele. L'ipotesi di reato al momento è omicidio colposo plurimo, oltre a disastro e mancata osservanza delle norme antinfortunistiche.

Sono stati sequestrati materiali presso Eni e le ditte coinvolte, tra cui la Sergen, incaricata della manutenzione, e la BT Trasporti, per cui lavorava Vincenzo Martinelli, una delle vittime. Martinelli aveva in passato segnalato anomalie nell'area di carico, senza però che fossero apportate soluzioni definitive.

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Le salme delle cinque vittime sono ancora sotto esame presso l’Istituto di Medicina Legale di Careggi per ulteriori accertamenti. Nel frattempo, il sindaco di Calenzano, Giuseppe Carovani, ha ricevuto una telefonata di cordoglio da Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, che ha espresso vicinanza alla comunità colpita. Carovani ha anche sottolineato la necessità di affrontare la questione della compatibilità del deposito con il territorio circostante, aprendo un confronto con la Regione Toscana.

L’amministrazione comunale ha attivato una casella e-mail dedicata alle richieste di risarcimento per i danni subiti da cittadini e aziende, che saranno poi inoltrate a Eni. Questo tragico evento ha messo in evidenza problematiche che, secondo alcune testimonianze, erano già note dal 2021, ma non affrontate in modo adeguato. La speranza è che questa tragedia porti non solo giustizia, ma anche un ripensamento delle politiche di sicurezza.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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