Caos in Commissione di Vigilanza Rai: dimissioni in blocco, la bicamerale si svuota

di

Mario Tosetti

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Caos in Commissione di Vigilanza Rai: dimissioni in blocco, la bicamerale si svuota

Caos in Commissione di Vigilanza Rai: dimissioni in blocco, la bicamerale si svuota

La Commissione parlamentare di Vigilanza Rai attraversa una delle crisi più gravi dalla sua istituzione. Nelle ultime ore la presidente, Barbara Floridia, ha annunciato le proprie dimissioni, seguita da tutti i rappresentanti delle opposizioni. Poco dopo hanno rassegnato le dimissioni anche i commissari della maggioranza, azzerando di fatto la composizione dell'organismo bicamerale incaricato di vigilare sul servizio pubblico radiotelevisivo. Un fatto senza precedenti che certifica il fallimento dei tentativi di superare lo stallo politico degli ultimi mesi.

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La paralisi della Vigilanza Rai va avanti da quasi due anni.

Il nodo principale riguarda la nomina del presidente della Rai. La candidata indicata dalla maggioranza, Simona Agnes, necessita del via libera della Commissione con una maggioranza qualificata dei due terzi. Non disponendo dei numeri sufficienti, il centrodestra ha bisogno del sostegno di una parte delle opposizioni, che però hanno sempre bocciato la candidatura, facendo venir meno il quorum necessario. Da quel momento molte sedute sono andate deserte per mancanza del numero legale e la Commissione non è più riuscita a svolgere regolarmente la propria attività.

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Nel comunicare le dimissioni, Barbara Floridia ha parlato di una scelta "sofferta ma inevitabile".

La senatrice del Movimento 5 Stelle ha accusato la maggioranza di aver impedito per mesi il normale funzionamento della Commissione, sostenendo che ogni tentativo di riavviare i lavori sia stato ostacolato. Secondo Floridia, rimanere alla guida dell'organismo senza poter esercitare concretamente le proprie funzioni non aveva più alcun senso. 

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Dopo la decisione delle opposizioni è arrivata anche quella dei componenti del centrodestra.

Le dimissioni dei commissari di maggioranza hanno di fatto azzerato l'intera Commissione, aprendo una fase del tutto nuova. L'obiettivo dichiarato è consentire ai presidenti di Camera e Senato di procedere alla nomina di nuovi componenti e tentare così di superare definitivamente lo stallo che ha caratterizzato gli ultimi mesi. 

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La Commissione parlamentare di Vigilanza svolge un ruolo centrale nella governance del servizio pubblico.

Tra i suoi compiti figurano il controllo sul rispetto del pluralismo dell'informazione, l'approvazione degli indirizzi generali per la Rai, l'audizione dei vertici aziendali e il voto necessario per l'elezione del presidente del Consiglio di amministrazione. Proprio quest'ultima funzione è rimasta bloccata a causa dell'assenza di un accordo politico tra maggioranza e opposizione. 

Link to Le critiche di MattarellaLe critiche di Mattarella

Lo stallo aveva già suscitato l'intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Nei mesi scorsi il Capo dello Stato aveva definito "inaccettabile" l'impossibilità della Commissione di esercitare le proprie funzioni, richiamando Parlamento e forze politiche alla responsabilità istituzionale e alla necessità di garantire il corretto funzionamento degli organi di controllo del servizio pubblico.

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Con le dimissioni di tutti i commissari si apre ora una nuova fase.

Spetterà ai presidenti di Camera e Senato avviare le procedure per la ricostituzione della Commissione, nominando nuovi componenti in rappresentanza dei gruppi parlamentari. Solo dopo il suo reinsediamento sarà possibile riprendere l'attività ordinaria e affrontare nuovamente il dossier relativo alla presidenza della Rai.

Resta però l'incognita politica. Se maggioranza e opposizione non troveranno un'intesa sul nome del presidente, il rischio è che il nuovo organismo possa ritrovarsi rapidamente nella stessa situazione di paralisi che ha caratterizzato gli ultimi due anni. Una prospettiva che preoccupa il mondo dell'informazione e che rende ancora più urgente una soluzione condivisa per garantire il pieno funzionamento del servizio pubblico radiotelevisivo.

 

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