Benzina e diesel continuano a salire, mentre in alcune stazioni di servizio autostradali il gasolio ha già superato la soglia dei 3 euro al litro.
Secondo i dati analizzati dal Codacons sui prezzi comunicati dai gestori al Mimit, sulla A22 Brennero-Modena il diesel premium ha raggiunto addirittura 3,159 euro al litro. Si tratta però di un prezzo relativo a una specifica tipologia di carburante e a una singola rete: non significa che la benzina abbia raggiunto ovunque i 3 euro.
Il nuovo allarme arriva proprio mentre il Governo è chiamato a decidere come intervenire dopo la scadenza dell'attuale sconto sulle accise del gasolio.
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Il primo provvedimento sul tavolo è la proroga del taglio delle accise sul diesel, attualmente fissato a circa 17 centesimi al litro considerando anche l'effetto sull'Iva.
Lo sconto è stato prorogato fino al 26 agosto, ma il Governo sta valutando un ulteriore intervento per evitare che il venir meno della riduzione fiscale produca un nuovo aumento immediato alla pompa.
La questione è stata affrontata anche nel vertice di governo con Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani, Maurizio Lupi e Giancarlo Giorgetti, convocato proprio per discutere dell'impennata dei prezzi dei carburanti.
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L'allarme sui 3 euro al litro va letto con attenzione. La soglia è stata superata in alcuni casi dal diesel premium venduto in autostrada, mentre sulla rete ordinaria i prezzi medi sono ancora più bassi.
Il problema, però, è la velocità con cui stanno crescendo i listini. La benzina ha nuovamente superato i 2 euro al litro in media sulla rete stradale, mentre il gasolio ha raggiunto livelli ancora più elevati.
Il rischio è che ulteriori aumenti del petrolio e dei prodotti raffinati possano spingere progressivamente verso l'alto anche i prezzi medi alla pompa.
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La misura più immediata dovrebbe essere quindi una nuova proroga dello sconto sulle accise del gasolio.
L'attuale riduzione porta temporaneamente l'accisa sul diesel a 532,90 euro per mille litri, rispetto ai 672,90 euro dell'aliquota ordinaria. Considerando anche l'Iva, il vantaggio complessivo per gli automobilisti è di circa 17 centesimi al litro.
Il problema è trovare le risorse per trasformare una misura nata come emergenziale in un intervento che possa durare più a lungo.
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Il Governo starebbe valutando anche una soluzione più strutturale, con sostegni differenziati in base alle fasce di reddito.
L'obiettivo sarebbe evitare di utilizzare risorse pubbliche per concedere lo stesso beneficio a tutti, concentrando invece gli aiuti sulle famiglie maggiormente esposte al caro carburanti.
Si tratta di un'impostazione che potrebbe modificare il meccanismo rispetto agli attuali tagli generalizzati delle accise.
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Un altro punto da chiarire riguarda la benzina. L'attuale sconto temporaneo riguarda infatti il gasolio e non la benzina.
Il Governo deve quindi decidere se intervenire soltanto sul diesel, dove l'emergenza appare oggi più evidente, oppure predisporre un meccanismo più ampio che tenga conto dell'andamento di entrambi i carburanti.
La questione è particolarmente delicata perché un aumento prolungato dei prezzi non colpisce soltanto gli automobilisti: il carburante incide sui costi di trasporto e, di conseguenza, può trasferirsi anche sui prezzi di merci e servizi.
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Sul tavolo resta anche il dossier degli extraprofitti delle compagnie energetiche.
Italia, Germania, Spagna, Portogallo, Austria e Polonia hanno chiesto un confronto europeo sulla possibilità di tassare i profitti straordinari delle società petrolifere e utilizzare le risorse per sostenere famiglie e imprese.
La Commissione europea ha chiarito che la tassazione rientra già nelle competenze degli Stati membri, purché gli eventuali interventi siano compatibili con il diritto dell'Ue.
Per il Governo italiano si apre quindi anche la possibilità di valutare una misura nazionale.
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Il pacchetto di interventi contro il caro carburanti comprende inoltre il tema della trasparenza dei prezzi e dei controlli contro eventuali fenomeni speculativi.
Già il decreto carburanti approvato in precedenza aveva rafforzato i poteri del Garante per la sorveglianza dei prezzi e previsto obblighi per le compagnie petrolifere sulla comunicazione dei prezzi consigliati.
L'obiettivo è impedire che eventuali aumenti internazionali del petrolio vengano amplificati ingiustificatamente lungo la filiera.
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La situazione è quindi in rapida evoluzione. Il Governo si prepara a intervenire con una nuova proroga delle misure già in vigore, mentre parallelamente studia un sistema più mirato per sostenere le fasce della popolazione maggiormente colpite.
La priorità immediata è evitare un nuovo scatto dei prezzi dopo la fine dello sconto sul diesel. Ma l'emergenza potrebbe richiedere un intervento più ampio se la pressione sui mercati energetici continuerà.
Il dato più preoccupante resta quello registrato in autostrada: alcuni carburanti hanno già superato i 3 euro al litro. Un segnale che, pur riferito a specifici prodotti e distributori, fotografa la dimensione raggiunta dall'emergenza carburanti in Italia.
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