Caro carburanti, il Cdm proroga lo sconto sul diesel: accise ridotte fino al 5 settembre

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Emilia Morelli

Il Consiglio dei ministri approva il nuovo decreto carburanti: prorogato fino al 5 settembre lo sconto di 17 centesimi sul diesel. Allo studio aiuti selettivi in base al reddito

Caro carburanti, il Cdm proroga lo sconto sul diesel: accise ridotte fino al 5 settembre

Il Consiglio dei ministri si è riunito a Palazzo Chigi per affrontare l'emergenza legata al caro petrolio e all'aumento dei prezzi dei carburanti. Al centro della riunione c'era il decreto-legge sulle misure urgenti per contenere gli effetti della nuova crisi dei mercati internazionali.

Il Governo ha deciso di prorogare fino al 5 settembre la riduzione delle accise sul gasolio, evitando così che lo sconto in vigore scadesse proprio nel pieno del periodo di controesodo. La riduzione resta pari a circa 17 centesimi al litro, considerando il taglio dell'accisa e il relativo effetto sull'Iva.

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Il provvedimento estende dal 27 agosto al 5 settembre la misura già applicata nelle ultime settimane. Nel dettaglio, vengono ridotte di 14 centesimi al litro le accise sul gasolio e di ulteriori 3 centesimi l'effetto fiscale legato all'Iva.

La stessa aliquota viene applicata anche ai gasoli paraffinici ottenuti da sintesi o idrotrattamento e al biodiesel immessi in consumo come carburanti.

La proroga dovrebbe avere un costo complessivo di circa 130 milioni di euro. Il Governo punta così a evitare un ulteriore aggravio immediato per automobilisti e imprese mentre i prezzi del petrolio continuano a risentire delle tensioni sui mercati internazionali.

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La misura approvata riguarda ancora una volta il gasolio e non la benzina.

Gli ultimi dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy fotografano una situazione già particolarmente pesante: sulla rete stradale nazionale il prezzo medio self service si aggira intorno ai 2,017 euro al litro per la benzina e ai 2,137 euro per il gasolio. Sulla rete autostradale le medie salgono rispettivamente a circa 2,091 e 2,207 euro al litro.

Il nuovo decreto rappresenta quindi soprattutto una misura di contenimento dell'impatto del caro diesel.

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La proroga non dovrebbe rappresentare una soluzione definitiva. L'obiettivo del Governo è utilizzare questi giorni per mettere a punto un nuovo sistema di sostegno al caro carburanti, questa volta maggiormente concentrato sulle fasce della popolazione più esposte.

La linea indicata dall'esecutivo è quella di interventi «selettivi sulla base del reddito», quindi non necessariamente destinati indistintamente a tutti gli automobilisti. La forma concreta della nuova misura e soprattutto la relativa copertura finanziaria dovranno essere definite nei prossimi giorni.

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Una delle novità contenute nel decreto riguarda il meccanismo utilizzato per reperire le risorse.

La copertura arriva dalle maggiori entrate derivanti dalla modifica delle modalità di versamento delle ritenute sugli utili dei grandi gruppi energetici. Secondo quanto riferito da ANSA, il nuovo sistema prevede un anticipo fiscale sulle tasse relative ai dividendi distribuiti dai maggiori gruppi del settore.

Si tratta di un meccanismo distinto dalla discussione sulla possibile tassa sugli extraprofitti delle compagnie energetiche, tema che nelle ultime ore ha provocato anche divisioni all'interno della maggioranza.

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La decisione arriva in una fase nella quale il prezzo dei carburanti continua a rappresentare una delle principali preoccupazioni economiche per famiglie e imprese.

L'aumento del costo del diesel non pesa infatti soltanto sui rifornimenti delle automobili. Il carburante rappresenta una componente essenziale dei costi dell'autotrasporto e della logistica, con il rischio che gli aumenti si trasferiscano progressivamente anche sul prezzo dei beni trasportati.

Per questo il Governo considera la proroga un intervento urgente, ma temporaneo.

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Il Cdm ha inoltre approvato un secondo decreto-legge, dedicato alla continuità operativa degli impianti di interesse strategico nazionale, con particolare riferimento alla vicenda dell'ex Ilva.

L'obiettivo è garantire la prosecuzione delle attività degli impianti strategici e accompagnare la complessa fase di transizione industriale. Il provvedimento si inserisce nel percorso già avviato negli ultimi mesi per assicurare la continuità produttiva degli stabilimenti siderurgici.

La questione dell'ex Ilva rimane infatti centrale per il futuro industriale italiano, sia per la produzione siderurgica sia per l'occupazione e l'indotto collegato agli stabilimenti.

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Il Consiglio dei ministri ha quindi scelto una soluzione ponte sul fronte dei carburanti: lo sconto sul diesel non viene eliminato, ma viene prorogato fino al 5 settembre.

Nel frattempo l'esecutivo dovrà definire il meccanismo destinato a subentrare alla riduzione generalizzata. L'orientamento è quello di passare da uno sconto uguale per tutti a sostegni maggiormente mirati alle famiglie in base al reddito.

La partita sul caro carburanti, dunque, non si chiude con il decreto approvato oggi: il 5 settembre rappresenta piuttosto la nuova scadenza entro la quale il Governo dovrà aver individuato una soluzione più strutturale.

 

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