Il Governo interviene ancora una volta sul caro carburanti e proroga lo sconto sulle accise del gasolio. La misura, che sarebbe scaduta, è stata estesa fino al 26 agosto, mantenendo una riduzione complessiva di circa 17 centesimi al litro sul diesel.
Il provvedimento è stato firmato dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, insieme al ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, attraverso l'attivazione del meccanismo delle cosiddette accise mobili.
Si tratta, però, di una proroga molto breve: il Governo deve ora decidere come intervenire per evitare che il prezzo del gasolio torni a salire ulteriormente.
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La riduzione complessiva alla pompa è di circa 17 centesimi al litro. Il taglio deriva dalla riduzione dell'accisa di 14 centesimi, alla quale si aggiunge l'effetto dell'IVA sulla componente fiscale, per circa altri 3 centesimi.
L'aliquota dell'accisa sul gasolio viene fissata temporaneamente a 532,90 euro per mille litri, rispetto ai 672,90 euro dell'aliquota ordinaria.
Per un automobilista che effettua un rifornimento da 50 litri, il risparmio teorico collegato alla misura può arrivare quindi a circa 8,50 euro.
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La nuova proroga riguarda esclusivamente il gasolio. Non è previsto un analogo intervento sulla benzina, il cui prezzo segue quindi le normali dinamiche di mercato e fiscali.
La scelta del Governo è legata soprattutto alla maggiore pressione registrata sul diesel, che nelle ultime settimane ha raggiunto livelli particolarmente elevati, soprattutto sulla rete autostradale.
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Nonostante lo sconto fiscale, il prezzo del gasolio continua a rimanere elevato.
Secondo i dati relativi ai prezzi comunicati dagli esercenti, sulla rete autostradale il diesel self service ha superato la soglia dei 2,20 euro al litro, mentre sulla rete ordinaria la media si mantiene anch'essa sopra i due euro.
È proprio questo il punto che preoccupa maggiormente automobilisti e imprese: anche con il contributo pubblico, il prezzo alla pompa resta significativamente più alto rispetto ai livelli ai quali i consumatori erano abituati.
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La proroga utilizza il meccanismo delle accise mobili, previsto per intervenire quando l'aumento dei prezzi dei carburanti produce un maggiore gettito IVA.
Per coprire i due giorni aggiuntivi di riduzione, il provvedimento utilizza circa 20,8 milioni di euro di maggior gettito IVA maturato a luglio.
È una soluzione pensata quindi come intervento temporaneo, che consente di ridurre il peso fiscale sul gasolio senza introdurre una misura strutturale.
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La questione più delicata riguarda ora il 27 agosto, quando lo sconto dovrebbe terminare.
Il Governo deve infatti individuare nuove risorse se intende mantenere una riduzione delle accise anche nei giorni successivi. Al momento il confronto resta aperto e non è ancora definita una nuova misura strutturale.
Il rischio, senza ulteriori interventi, è che il venir meno dello sconto si traduca in un nuovo aumento immediato del prezzo del diesel.
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Sul tavolo c'è anche un'altra ipotesi, che guarda non soltanto alla riduzione temporanea delle accise ma alla possibilità di intervenire sui profitti delle società energetiche.
L'Italia ha infatti aderito all'iniziativa europea per valutare una forma di tassazione degli extraprofitti delle aziende del settore energetico, in modo da recuperare risorse da destinare anche al contrasto del caro carburanti.
Si tratta però di un percorso distinto rispetto alla proroga appena approvata e richiederebbe un confronto a livello europeo.
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La nuova proroga consente dunque di guadagnare qualche giorno, ma non risolve il problema del caro carburanti.
Il Governo deve trovare una soluzione per contenere il prezzo del diesel senza ricorrere continuamente a interventi tampone. La pressione sui carburanti rimane infatti particolarmente forte in una fase caratterizzata da tensioni sui mercati energetici e da un elevato costo del petrolio.
Per gli automobilisti, intanto, la certezza è che lo sconto di circa 17 centesimi sul gasolio resta in vigore fino al 26 agosto. Dopo quella data, sarà necessario capire se arriverà una nuova proroga o un intervento diverso per evitare un ulteriore aumento del prezzo alla pompa.
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