Israele.Le primarie del Likud rafforzano la linea dura di Netanyahu

di

Ennio Bassi

Eli Cohen primo tra i candidati, avanzano i fedelissimi del premier e la destra nazionalista. Il voto degli iscritti prepara la sfida del 27 ottobre

Israele.Le primarie del Likud rafforzano la linea dura di Netanyahu

In vista delle elezioni politiche del 27 ottobre in Israele, il Likud, il partito guidato da Benjamin Netanyahu, ha tenuto ieri, 17 agosto, le primarie per scegliere i candidati alla prossima Knesset. Dei 140 mila iscritti hanno partecipato al voto svoltosi in 107 seggi  76 mila,  ossia cirxa il 54% degli aventi diritto- Lo scrutinio si è concluso questa mattina.

Le primarie non servivano a scegliere il leader del partito: Netanyahu resta il capo del Likud e occupa automaticamente il primo posto della lista. Gli iscritti hanno invece determinato l'ordine degli altri candidati, anche se la composizione definitiva della lista prevede posti riservati e altre modalità di selezione.

Il risultato conferma il peso della destra all'interno del Likud. Con il 91,2% dei voti scrutinati, il primo degli eletti è risultato Eli Cohen, ministro dell'Energia, seguito dal presidente della Knesset Amir Ohana, dal ministro della Giustizia Yariv Levin, dalla ministra dei Trasporti Miri Regev e dal capogruppo della coalizione Ofir Katz. Al sesto e settimo posto si sono classificati i ministri Yoav Kisch e Miki Zohar.

La sorpresa è arrivata all'ottavo posto con Almog Cohen, ex esponente del partito di Itamar Ben Gvir, che aveva annunciato il passaggio al Likud soltanto la settimana precedente. Il suo risultato mostra quanto le posizioni nazionaliste e intransigenti continuino ad avere un forte peso tra gli iscritti.

Il voto interno al Likud è importante perché anticipa la battaglia politica dei prossimi mesi. La base del partito ha premiato esponenti legati alla sicurezza nazionale e alla linea dura del governo, mentre Netanyahu si prepara a chiedere agli israeliani un nuovo mandato.

Ma le primarie raccontano soltanto una parte della storia. Gli iscritti al Likud non rappresentano l'intero elettorato israeliano e il vero obiettivo di Netanyahu sarà conquistare anche gli elettori moderati necessari per costruire una maggioranza parlamentare. È proprio questo il dilemma del premier: rafforzare il rapporto con la propria base senza perdere il centro dell'elettorato. La guerra di Gaza, la sicurezza, il rapporto con gli Stati Uniti, il futuro dei territori palestinesi e la questione della leva militare per gli ultraortodossi saranno tra i temi destinati a pesare maggiormente sul voto.

Le primarie hanno inoltre fatto emergere una possibile nuova generazione di dirigenti. Il successo di Eli Cohen, primo tra i candidati dopo Netanyahu, lo colloca in una posizione di grande visibilità. Non significa che sia già iniziata formalmente la successione al premier, ma indica che nel Likud il tema del futuro della leadership comincia ad assumere maggiore importanza.

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