La vicenda che coinvolge Leonardo Maria Del Vecchio, imprenditore e figlio del fondatore di Luxottica, nasce da una controversia familiare con l'ex compagna Sara Soldati, madre della loro bambina di poco più di un anno.
Secondo la ricostruzione emersa dagli atti, nelle scorse settimane la piccola si trovava con il padre durante un periodo di vacanza in Sardegna. Alla scadenza del periodo concordato con la madre, però, la bambina non sarebbe stata riportata a Milano. Da quel momento il rapporto tra i due ex compagni si è trasformato in un durissimo contenzioso giudiziario.
Sara Soldati ha denunciato l'accaduto alle autorità sostenendo che il padre avesse trattenuto la figlia contro la sua volontà, mentre la difesa di Del Vecchio afferma che non vi sia mai stata alcuna sottrazione e che la permanenza della bambina con il padre fosse compatibile con gli accordi tra le parti.
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Nelle ultime ore il Tribunale civile di Milano è intervenuto con un provvedimento d'urgenza ordinando a Leonardo Maria Del Vecchio di riconsegnare immediatamente la bambina alla madre.
Il giudice ha inoltre nominato un curatore speciale della minore, figura indipendente incaricata di rappresentare esclusivamente gli interessi della bambina nel procedimento.
La decisione non attribuisce in modo definitivo l'affidamento a uno dei due genitori, ma serve a ripristinare una situazione ritenuta temporaneamente più tutelante per la minore in attesa dell'udienza che dovrà disciplinare in modo stabile i rapporti tra padre, madre e figlia.
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Nei procedimenti che riguardano figli minorenni il principio che guida il tribunale è quello del superiore interesse del minore.
Quando si verifica un contrasto tra i genitori, soprattutto se uno dei due denuncia che il bambino sia stato trattenuto senza consenso, il giudice può adottare provvedimenti urgenti per evitare che il conflitto si ripercuota sul figlio.
In questa fase il tribunale non stabilisce chi abbia ragione nel merito della controversia, ma interviene per garantire la continuità delle relazioni familiari e la tutela della bambina fino alla decisione definitiva.
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Accanto al procedimento civile si è aperto anche un fascicolo della Procura di Milano. Leonardo Maria Del Vecchio risulta indagato per l'ipotesi di sottrazione di minore, accusa che i suoi legali respingono integralmente.
Le indagini dovranno accertare se il mancato rientro della bambina sia avvenuto in violazione degli accordi tra i genitori oppure se si tratti di una diversa interpretazione dei rispettivi diritti genitoriali.
Si tratta di un procedimento distinto rispetto alla causa civile: il fatto che il tribunale abbia disposto la riconsegna della minore non implica automaticamente responsabilità penali, che dovranno essere eventualmente accertate dalla magistratura.
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Il provvedimento del Tribunale rappresenta solo una tappa di una vicenda destinata a proseguire.
Nelle prossime settimane il giudice dovrà affrontare il nodo dell'affidamento, dei tempi di permanenza della bambina con ciascun genitore e delle modalità con cui garantire il diritto della minore a mantenere un rapporto equilibrato con entrambi.
Al di là della notorietà dei protagonisti, il caso richiama ancora una volta uno dei principi fondamentali del diritto di famiglia italiano: nelle controversie tra genitori il vero protagonista del procedimento non è il conflitto degli adulti, ma la tutela del benessere del figlio, che resta il criterio decisivo per ogni scelta del tribunale.
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