Il maxi concorso per l'accesso alla magistratura ordinaria, che mette in palio 450 posti, è finito al centro di un caso destinato a far discutere. Dopo lo svolgimento delle prove scritte alla Fiera di Roma, decine di candidati hanno denunciato presunte irregolarità che avrebbero compromesso la regolarità della selezione. Le segnalazioni hanno portato alla presentazione di esposti e la Procura di Roma ha avviato accertamenti per verificare quanto accaduto. La vicenda è approdata anche in Parlamento, dove sono state presentate interrogazioni rivolte al ministro della Giustizia Carlo Nordio.
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L'episodio più grave riguarda la prova di diritto penale.
Secondo numerose testimonianze, durante la giornata dedicata allo scritto di diritto civile alcuni candidati avrebbero notato, sul tavolo della commissione, fogli contenenti le tracce della prova del giorno successivo. Alcune immagini sarebbero poi circolate attraverso gruppi WhatsApp tra gli aspiranti magistrati, alimentando il sospetto di una possibile fuga di notizie. La circostanza è stata confermata da più partecipanti ed è ora uno dei principali aspetti oggetto degli accertamenti.
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Le contestazioni non riguardano soltanto le tracce.
Diversi candidati sostengono che quest'anno i controlli all'ingresso siano stati molto meno rigorosi rispetto alle precedenti edizioni del concorso. Alcuni hanno riferito di verifiche superficiali su zaini e materiali introdotti nei padiglioni, mentre altre testimonianze parlano persino del ritrovamento di elaborati già predisposti all'interno dei bagni della Fiera di Roma. Su questi episodi, tuttavia, non esistono al momento riscontri ufficiali e saranno gli investigatori a verificarne la fondatezza.
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Di fronte alle polemiche, la commissione esaminatrice ha riconosciuto che potrebbe essersi verificata una "leggerezza" nella gestione della documentazione.
Secondo quanto emerso, una bozza della traccia di diritto penale potrebbe essere rimasta visibile sul tavolo della commissione prima dell'inizio della prova. La commissione ha comunque trasmesso gli atti alle autorità competenti affinché vengano svolti tutti gli approfondimenti necessari.
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Le denunce presentate da alcuni candidati hanno portato all'apertura di un fascicolo conoscitivo da parte della Procura di Roma.
Gli inquirenti dovranno verificare se vi siano state effettive violazioni delle procedure concorsuali, eventuali fughe di notizie o altre condotte in grado di compromettere la regolarità della selezione. Al momento non risultano persone iscritte nel registro degli indagati e gli accertamenti sono ancora in una fase preliminare.
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La vicenda ha assunto rapidamente anche una dimensione politica.
Esponenti sia della maggioranza sia dell'opposizione hanno presentato interrogazioni parlamentari chiedendo al ministro della Giustizia di chiarire quanto accaduto durante il concorso. Il viceministro Francesco Paolo Sisto ha dichiarato che, allo stato attuale, non esistono elementi sufficienti per procedere all'annullamento della procedura, pur ribadendo che ogni segnalazione sarà approfondita.
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L'inchiesta potrebbe avere conseguenze importanti sul futuro del concorso.
Qualora emergessero irregolarità tali da compromettere la parità di trattamento tra i candidati, non si esclude la possibilità di ricorsi davanti al Tribunale amministrativo regionale. Molti partecipanti chiedono che venga fatta piena luce sull'accaduto per garantire la trasparenza di una selezione che dovrà individuare centinaia di futuri magistrati.
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Per il momento il concorso non è stato sospeso né annullato.
L'attenzione è ora rivolta agli accertamenti della Procura di Roma e agli approfondimenti del Ministero della Giustizia, che dovranno chiarire se le presunte anomalie abbiano effettivamente inciso sul regolare svolgimento delle prove. Fino ad allora, la selezione per 450 nuovi magistrati resta avvolta da un clima di forte incertezza, con migliaia di candidati in attesa di capire se il concorso potrà proseguire regolarmente oppure se saranno necessari ulteriori provvedimenti
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