Link to La scelta delle date del congresso della Lega solleva dubbi e polemiche in Veneto. La coincidenza con il Vinitaly mette in difficoltà Luca Zaia e gli amministratori regionali, mentre l'evento sembra destinato a confermare la leadership di Matteo Salvini senza grandi sorpreseLa scelta delle date del congresso della Lega solleva dubbi e polemiche in Veneto. La coincidenza con il Vinitaly mette in difficoltà Luca Zaia e gli amministratori regionali, mentre l'evento sembra destinato a confermare la leadership di Matteo Salvini senza grandi sorprese
[caption id="attachment_65677" align="alignleft" width="300"]In Veneto c'è chi si chiede se sia stata una scelta voluta o una semplice coincidenza. Matteo Salvini ha deciso di convocare il congresso della Lega per il 5 e 6 aprile a Firenze, proprio a ridosso dell'apertura del Vinitaly, il grande evento internazionale del vino che si terrà a Verona dal 6 al 9 aprile. Questa sovrapposizione sta creando malumori, soprattutto nella Lega veneta e nella giunta guidata da Luca Zaia. Il Vinitaly è un appuntamento imperdibile per il presidente della Regione e per gli assessori veneti, che tradizionalmente partecipano attivamente a tutte le giornate dell'evento. Anche i big del partito solitamente fanno la loro comparsa. Ma come potranno conciliare la presenza a Verona con il congresso della Lega?
Un congresso senza sorprese Al di là delle polemiche sulla scelta delle date, il congresso sembra destinato a non riservare grandi colpi di scena. L'unico candidato alla segreteria federale sarà ancora una volta Matteo Salvini, alla guida del partito dal dicembre 2013. I 700 delegati potranno eventualmente votare qualche documento programmatico, ma senza vere mozioni alternative in grado di mettere in discussione la leadership dell'attuale segretario. Dalla Lega Lombarda e dalla Liga Veneta si sta ragionando su possibili proposte, ma il regolamento del congresso, ancora in fase di definizione da parte di Roberto Calderoli, lascia molte incertezze.Un partito in cerca di certezze A meno di un mese dall'evento, non si conoscono ancora nei dettagli le regole che disciplineranno il congresso della 'Lega per Salvini premier', il nuovo nome del partito che ha sostituito la storica denominazione di Lega Nord. Aspetti tecnici e formali, certo, ma con implicazioni sostanziali: come si potranno presentare eventuali mozioni congressuali? Saranno possibili candidature alternative? Quante firme saranno necessarie per proporre un documento? Questi interrogativi restano senza risposta, mentre la sensazione generale è che il congresso sarà una passerella per Salvini con un dibattito interno ridotto al minimo.
Una Lega divisa tra territori e ambizioni nazionali Mentre il congresso si profila come un evento dall'esito scontato, il vero nodo politico resta la direzione strategica del partito. Salvini continuerà a portare avanti la sua linea nazionalista e sovranista, mentre il Nord proverà a far sentire la propria voce su temi legati all'autonomia e alla difesa degli interessi delle imprese locali. Tuttavia, il copione sembra già scritto: Salvini continuerà la sua campagna per attrarre voti a livello nazionale, mentre i governatori regionali, come Zaia, si concentreranno sulla gestione e sul consenso nei loro territori.
Il dibattito sul nome della Lega Un dettaglio che potrebbe far discutere è la possibile modifica del nome ufficiale del partito. Con i sondaggi che attestano la Lega intorno all'8%, l'attuale denominazione 'Lega per Salvini premier' potrebbe sembrare poco in linea con la realtà politica. Non a caso, qualcuno ironizza sulla possibilità di un cambio in 'Lega per Salvini vicepremier'. Ma anche questa eventuale revisione dipenderà dai cavilli regolamentari e dalle dinamiche interne al partito. Resta il fatto che, tra congresso e Vinitaly, il mese di aprile si preannuncia carico di tensioni per il Carroccio.
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