Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sarà ascoltato giovedì 13 agosto alle 14.30 dal Comitato parlamentare Schengen, convocato a Palazzo San Macuto per un’audizione sul ripristino dei controlli alle frontiere tra Italia e Spagna deciso dopo la crisi migratoria di Ceuta.
La convocazione arriva mentre resta alta la tensione tra Roma e Madrid in seguito all’eccezionale afflusso di migranti registrato tra il 30 e il 31 luglio nell’exclave spagnola in Nordafrica. Decine di migliaia di persone hanno attraversato in poche ore il confine con il Marocco via terra e via mare, provocando una grave emergenza umanitaria e di sicurezza.
L’Italia ha successivamente reintrodotto controlli temporanei per gli arrivi dalla Spagna, motivando la decisione con esigenze preventive di sicurezza. Madrid ha risposto rafforzando a sua volta le verifiche sui passeggeri provenienti dall’Italia.
Secondo i dati diffusi dalle autorità spagnole, tra sabato e lunedì sono stati controllati oltre mille passeggeri di Paesi terzi arrivati su 58 voli provenienti dall’Italia, con più di cento agenti impiegati nelle operazioni.
Intanto Madrid si prepara alla possibilità di nuovi tentativi di ingresso a Ceuta in occasione di Ferragosto, dopo la diffusione sui social di messaggi che inviterebbero a una nuova mobilitazione verso la frontiera. Il ministero della Difesa spagnolo ha revocato i permessi al personale militare presente nell’exclave, mentre le forze sul territorio sono state poste in stato di disponibilità.
Il governo spagnolo assicura di avere adottato le misure necessarie per impedire il ripetersi di quanto accaduto alla fine di luglio. Il presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas, ha però definito la situazione ancora “insostenibile”, stimando tra 8mila e 11mila i migranti tuttora presenti nell’exclave e chiedendo l’apertura di una struttura di trattenimento per le persone sottoposte alle procedure di espulsione.
Resta particolarmente delicata la situazione dei minori. Circa 1.400 sarebbero ancora in attesa di una soluzione, mentre il governo spagnolo considera prioritario il ricongiungimento con le famiglie. Il ministro della Giustizia marocchino Abdellatif Ouahbi ha chiesto il rimpatrio dei minori marocchini presenti in Spagna e ha riferito di contatti con Madrid per individuare gli strumenti necessari a verificarne l’identità e favorirne il ritorno.
Sul fronte europeo, il commissario Ue agli Affari interni e alla Migrazione Magnus Brunner ha fatto sapere di essere in contatto con Frontex, Europol e l’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo per valutare il sostegno alla Spagna.
La crisi ha alimentato anche il confronto politico sull’immigrazione. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la premier danese Mette Frederiksen hanno ribadito la contrarietà all’immigrazione incontrollata e rilanciato il tema dei centri per i rimpatri nei Paesi terzi. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il capogruppo del Ppe Manfred Weber hanno chiesto un rafforzamento di Frontex e delle politiche europee sui rimpatri.
Critiche alla posizione italiana sono arrivate invece da alcune organizzazioni non governative tedesche impegnate nei soccorsi nel Mediterraneo, che accusano Roma di strumentalizzare il tema dei trasferimenti previsti dalle norme europee sull’asilo e chiedono che resti prioritario il rispetto degli obblighi internazionali nei confronti delle persone soccorse in mare.
L’audizione di Piantedosi di giovedì sarà quindi uno dei prossimi passaggi istituzionali della crisi, mentre resta alta l’attenzione su Ceuta in vista del 15 agosto.
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