Terremoto in Colombia, almeno 132 morti e oltre 570 feriti. Segnalati 2.700 dispersi

di

Mario Tosetti

Il sisma di magnitudo 7.4 ha colpito il nord-ovest del Paese. Coprifuoco a Cali e Pereira, proseguono le ricerche tra le macerie

Terremoto in Colombia, almeno 132 morti e oltre 570 feriti. Segnalati 2.700 dispersi

È salito ad almeno 132 morti e oltre 570 feriti il bilancio del violento terremoto di magnitudo 7.4 che ha colpito la Colombia. Lo riferisce Asocapitales, l’Associazione delle Città Capitali Colombiane, mentre continuano le operazioni di ricerca e soccorso nelle aree maggiormente interessate dal sisma.

L’epicentro è stato localizzato nei pressi di San José del Palmar, nel dipartimento nord-occidentale del Chocó. La scossa, tra le più forti registrate in Colombia negli ultimi decenni, è stata avvertita anche in Ecuador e a Panama.

Il numero delle persone di cui non si hanno notizie resta elevato. Secondo le segnalazioni pubblicate dalle famiglie su piattaforme gestite dai cittadini, fino a lunedì sera erano oltre 2.700 i dispersi. Il dato non rappresenta tuttavia un bilancio ufficiale delle autorità e potrebbe comprendere persone non ancora riuscite a mettersi in contatto con i familiari.

A Cali e Pereira le amministrazioni locali hanno disposto il coprifuoco per prevenire episodi di saccheggio e facilitare il lavoro delle squadre di emergenza. A Pereira il sindaco Mauricio Salazar ha inoltre ordinato la chiusura delle scuole fino a nuovo avviso dopo i danni riportati da diversi edifici scolastici.

A Cali sono stati mobilitati anche i militari. Nella città i soccorritori sono riusciti a estrarre vivi dalle macerie una madre e il suo neonato, rimasti intrappolati nel crollo di un edificio di cinque piani.

Emergenza anche sulla rete di trasporto a fune. Sedici passeggeri rimasti bloccati nelle cabine della funivia di Pereira durante il terremoto sono stati evacuati dopo circa sei ore. Il servizio resterà sospeso fino al completamento delle verifiche di sicurezza. Problemi sono stati segnalati anche a Manizales, dove sono stati evacuati passeggeri e fermati gli impianti dopo la rilevazione di danni strutturali.

L’esercito colombiano ha mobilitato oltre 180 uomini specializzati nelle operazioni di ricerca tra le macerie. Le squadre dispongono di droni, termocamere, sensori di movimento e attrezzature per individuare ed estrarre eventuali superstiti.

Il presidente colombiano Abelardo de la Espriella si è recato nel dipartimento del Chocó e ha annunciato una riunione regionale del governo per valutare le necessità dei comuni colpiti e coordinare gli interventi nell’area.

Intanto iniziano ad arrivare gli aiuti internazionali. Gli Stati Uniti hanno annunciato uno stanziamento di 15,5 milioni di dollari destinato ad alloggi d’emergenza, generi alimentari, protezione della popolazione e valutazione dei danni. Banca Mondiale e Banca Interamericana di Sviluppo hanno inoltre messo a disposizione complessivamente 700 mila dollari.

Il Servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs) ha emesso un’allerta arancione per il terremoto. Le prime elaborazioni automatiche del sistema Pager indicano il rischio di conseguenze molto gravi, ma l’Usgs precisa che si tratta di stime preliminari e non di un conteggio delle vittime, destinate quindi a essere aggiornate sulla base dei dati provenienti dal territorio.

Le operazioni di soccorso proseguono nelle zone colpite mentre le autorità invitano la popolazione a seguire le indicazioni di sicurezza e a prestare attenzione al rischio di ulteriori scosse.

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