Link to Il direttore AIE Fatih Birol avverte: crisi energetica senza precedenti dopo Hormuz. Rischi per voli, economia e Italia troppo dipendente dal gasIl direttore AIE Fatih Birol avverte: crisi energetica senza precedenti dopo Hormuz. Rischi per voli, economia e Italia troppo dipendente dal gas
Il blocco dello Stretto di Hormuz ha innescato «la più grande carenza di petrolio e gas» mai registrata. A lanciare l’allarme è Fatih Birol,Secondo Birol, anche in caso di riapertura completa del passaggio marittimo, la situazione non tornerà rapidamente alla normalità. Più di 80 grandi impianti energetici nel Golfo risultano danneggiati, molti dei quali in modo grave, con tempi di recupero lunghi e incerti.
Impatti immediati: trasporti e jet fuel sotto pressione
Uno degli effetti più concreti della crisi riguarda il trasporto aereo. La scarsità di jet fuel sta già creando tensioni tra i mercati internazionali, con una forte competizione tra Europa e Asia per le forniture provenienti da paesi come Nigeria e Stati Uniti.
Birol avverte che questa dinamica potrebbe tradursi in cancellazioni di voli anche nel breve periodo. I segnali sono già visibili, con disagi registrati nelle ultime ore e prezzi del carburante in forte aumento.
Accise nel mirino: «Misure utili ma temporanee»
Il direttore dell’AIE ha commentato anche le politiche adottate da diversi governi europei, tra cui quello italiano, che stanno intervenendo con tagli alle accise per contenere i rincari.
Pur comprendendo la necessità di sostenere cittadini e imprese, Birol invita alla cautela: queste misure dovrebbero essere temporanee e mirate, soprattutto alle fasce più vulnerabili, per evitare effetti distorsivi sull’economia.
Italia vulnerabile: «Troppo gas nel mix energetico»
Un passaggio particolarmente critico riguarda l’Italia. Secondo Birol, il Paese presenta una forte dipendenza dal gas naturale, che lo rende esposto alle turbolenze dei mercati internazionali.
Essendo un importatore netto, l’Italia subisce direttamente le oscillazioni dei prezzi e le eventuali interruzioni delle forniture. Una fragilità che emerge con forza proprio in una crisi come quella attuale.
Rinnovabili e nucleare: le strade per il futuro
Per ridurre questa vulnerabilità, l’AIE indica chiaramente la direzione: rafforzare il ruolo delle energie rinnovabili, in particolare solare, eolica e geotermica.
Birol riapre anche il dibattito sul nucleare, ricordando come i referendum italiani ne abbiano bloccato lo sviluppo in passato. Tuttavia, alla luce delle nuove sfide energetiche, ritiene che il tema meriti una rivalutazione.
Una crisi diversa dal passato
A differenza delle precedenti crisi energetiche, quella attuale si distingue per la combinazione di fattori: danni alle infrastrutture, tensioni geopolitiche e squilibri nella domanda globale.
Per questo, avverte l’AIE, il ritorno alla normalità sarà più lento e complesso. E le conseguenze potrebbero farsi sentire a lungo su economia, trasporti e costo della vita in Europa e nel mondo.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
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