Una rete di distribuzione dei carburanti più snella ed ecologica, contratti più solidi per gli operatori della filiera e una delega al Governo per rimettere mano al complesso meccanismo dell’Rc auto. Sono i cardini del disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza 2026, il provvedimento in tredici articoli approdato all'esame della Camera che punta ad aggiornare settori nevralgici dell'economia nazionale.
Il cuore pulsante del testo è rappresentato dal riordino dei distributori di carburante, una rete oggi fortemente parcellizzata e gravata da impianti con erogati troppo bassi per garantire efficienza e investimenti. Dal 2028 scatterà un vero e proprio spartiacque: le nuove autorizzazioni saranno rilasciate soltanto agli impianti capaci di offrire almeno un vettore energetico alternativo a benzina e gasolio, come le colonnine di ricarica elettrica ad alta potenza o i biocarburanti. Cambiano anche le procedure burocratiche, con l'addio al meccanismo del silenzio-assenso a favore di provvedimenti comunali espressi, subordinati a stringenti requisiti finanziari, contributivi e antimafia.
Per sostenere la transizione e favorire lo smantellamento o la bonifica delle stazioni obsolete, il disegno di legge istituisce un fondo triennale da 40 milioni di euro all'anno per il periodo compreso tra il 2028 e il 2030. La riforma guarda da vicino anche ai rapporti commerciali tra titolari degli impianti e gestori, fissando a un minimo di quattro anni la durata dei contratti di affidamento e introducendo specifiche indennità per tutelare i gestori uscenti.
L'altro fronte di rilievo per consumatori e imprese riguarda la circolazione stradale. L'esecutivo riceverà la delega per riorganizzare il sistema Rc auto, con l'intento dichiarato di rendere le tariffe più aderenti al rischio reale degli assicurati attraverso una profonda revisione del modello bonus-malus. L'intervento punta inoltre a perfezionare la procedura di risarcimento diretto e a dotare le autorità di strumenti più penetranti per intercettare l'evasione assicurativa e le truffe sui sinistri.
Il provvedimento completa il proprio raggio d'azione intervenendo su alcune categorie professionali e sull'informazione locale. Nel settore immobiliare, l'abilitazione all'attività di mediazione potrà avvenire anche attraverso specifici percorsi accademici, bilanciata dall'obbligo inderogabile di formazione professionale continua, la cui omissione comporterà la sospensione temporanea dall'albo. Ai consulenti del lavoro viene invece concessa una più ampia operatività nel deposito degli atti societari presso il Registro delle imprese, mentre per l'emittenza televisiva a carattere comunitario vengono rimodulati i requisiti occupazionali necessari ad accedere ai contributi statali a tutela del pluralismo.
Trattandosi di un testo all'inizio del proprio percorso parlamentare, l'articolato affronterà ora il confronto in commissione e in aula, dove non si escludono modifiche e ritocchi prima del via libera definitivo.
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