Donald Trump ha revocato l’incarico a Paolo Zampolli, suo amico e inviato speciale per le partnership globali. La notizia, riportata da fonti citate da Abc, è stata seguita dal commento dello stesso Zampolli, che ha ringraziato il presidente americano per l’opportunità di aver rappresentato gli Stati Uniti.
L’ex inviato ha ricordato che il mandato aveva una durata annuale e che Trump lo aveva già prorogato di oltre sei mesi. Nel suo messaggio, ha espresso riconoscenza per la fiducia ricevuta, ribadendo la propria stima nei confronti del presidente: "Trump ha sempre ragione", ha dichiarato, spiegando di aver seguito nel tempo i suoi consigli, anche in ambito professionale.
Zampolli ha inoltre raccontato che, in passato, Trump lo aveva incoraggiato a entrare nel settore immobiliare e che, più recentemente, gli aveva fatto notare le opportunità offerte dal mondo degli affari rispetto a un incarico nella pubblica amministrazione. Con la conclusione della sua esperienza istituzionale, ha aggiunto, si apre ora una nuova fase.
Negli ultimi mesi, l’ex inviato era finito al centro di alcune vicende politiche e diplomatiche. Tra le sue iniziative, la proposta di ammettere l’Italia ai Mondiali di calcio del 2026 al posto dell’Iran. Zampolli aveva inoltre dichiarato di essere amico di Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle.
La sua permanenza nell’amministrazione americana era stata accompagnata anche da contrasti interni al Dipartimento di Stato. Secondo quanto riferito da Politico, Zampolli e il vice segretario di Stato Christopher Landau si sarebbero confrontati duramente per mesi attraverso una serie di e-mail, a causa di divergenze sulla catena di comando e sui rispettivi ambiti di competenza.
Landau avrebbe più volte invitato Zampolli a limitare la propria attività alle questioni di diplomazia culturale, contestando le sue iniziative in altri settori. In un messaggio del novembre 2025, il vice segretario gli avrebbe ordinato di interrompere qualsiasi attività non direttamente collegata a quell’ambito. Zampolli, dal canto suo, aveva sostenuto che soltanto il presidente degli Stati Uniti potesse conferirgli o revocargli direttamente l’incarico.
La decisione di Trump arriva a pochi giorni da un’altra uscita significativa nell’ambito della rappresentanza diplomatica americana: quella di Kimberly Guilfoyle, ambasciatrice statunitense in Grecia ed ex compagna di Donald Trump Jr. La sua esperienza si è conclusa dopo le pressioni della Casa Bianca, in un contesto segnato da accuse di corruzione che hanno alimentato polemiche durante la visita ad Atene del segretario di Stato Marco Rubio.
La revoca di Zampolli rappresenta dunque un nuovo cambiamento all’interno dell’apparato diplomatico legato all’amministrazione Trump, mentre restano al centro dell’attenzione le tensioni interne e la gestione degli incarichi affidati ai suoi collaboratori più vicini.
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