Link to Forza Italia ha votato a favore, la Lega si è opposta e Fratelli d'Italia ha scelto l’astensione. Un quadro che, secondo alcuni esponenti dell’opposizione, dimostra l’assenza di una visione condivisaForza Italia ha votato a favore, la Lega si è opposta e Fratelli d'Italia ha scelto l’astensione. Un quadro che, secondo alcuni esponenti dell’opposizione, dimostra l’assenza di una visione condivisa
Il Parlamento europeo ha approvato la relazione sulla politica estera e di sicurezza comune, ma il voto ha evidenziato profonde divisioni tra le forze politiche italiane. La maggioranza di governo si è presentata frammentata: Forza Italia ha votato a favore, la Lega si è opposta e Fratelli d'Italia ha scelto l’astensione. Un quadro che, secondo alcuni esponenti dell’opposizione, dimostra l’assenza di una visione condivisa all’interno dell’esecutivo su temi chiave come la sicurezza e la difesa.
Diversa la situazione nel Partito Democratico, che si è mostrato più compatto rispetto ad altre occasioni. Tuttavia, anche all’interno del PD sono emerse divergenze su alcuni aspetti della politica di riarmo proposta dalla Commissione europea.
Il sostegno all'Ucraina e il nodo del riarmo europeo
Uno dei punti centrali della risoluzione approvata riguarda il rafforzamento del sostegno all’Ucraina. Il documento chiede all’Unione Europea di incrementare e accelerare gli aiuti a Kiev, con l’obiettivo di metterla in una posizione di forza e scoraggiare eventuali nuove aggressioni da parte della Russia dopo un possibile accordo di cessate il fuoco.
Il tema della difesa comune europea ha però diviso le forze politiche, soprattutto per quanto riguarda il piano ReArm Europe proposto dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Il piano prevede ingenti investimenti per il potenziamento della capacità militare degli Stati membri, suscitando reazioni contrastanti anche all'interno del Partito Democratico.
Le diverse posizioni del PD
La delegazione PD al Parlamento europeo ha votato a favore della relazione sulla politica di sicurezza e difesa, ma ha espresso riserve sugli emendamenti relativi al piano di riarmo. Il capodelegazione dem, Nicola Zingaretti, ha ribadito la necessità di una politica estera e di difesa comune europea, pur criticando l’approccio basato sul riarmo. Questa posizione non è stata condivisa da alcuni esponenti del partito, come la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno e l’eurodeputato Giorgio Gori, che hanno invece sostenuto il piano von der Leyen ritenendolo un passo necessario verso una difesa europea più solida.
Altri esponenti del PD, come Marco Furfaro, hanno espresso un netto dissenso, sottolineando come un incremento delle spese militari rischi di favorire posizioni più vicine a quelle di Donald Trump. Anche dalla segreteria nazionale è arrivata una conferma della linea ufficiale del partito: favorevole alla difesa comune europea, ma contraria a un’eccessiva corsa al riarmo.
L'opposizione dei 5 Stelle e l'esito del voto finale
Decisamente più critica la posizione del Movimento 5 Stelle, che ha bocciato la risoluzione definendola un “inno alla guerra”. Secondo la delegazione pentastellata al Parlamento europeo, il piano ReArm Europe porterà tagli alla spesa sociale e un’escalation militare inaccettabile. Il M5S ha annunciato mobilitazioni contro queste politiche, con una manifestazione prevista per il 5 aprile.
Nonostante le divisioni, il Parlamento europeo ha approvato la risoluzione con 399 voti favorevoli, 198 contrari e 71 astenuti. Un voto che conferma il sostegno della maggioranza dei deputati alla costruzione di una difesa comune europea, ma che lascia aperti interrogativi sulle profonde spaccature politiche, sia a livello nazionale che europeo.
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