Ex Ilva, sciopero a Taranto: lavoratori in piazza contro lo stop all’area a caldo deciso dalla Corte d'Appello di Milano

by

Redazione

La mobilitazione, indetta da Fim, Fiom, Uilm e Usb, arriva alla vigilia del tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per affrontare il futuro del polo siderurgico. Dopo un’assemblea davanti al consiglio di fabbrica, i lavoratori hanno raggiunto la strada statale bloccando temporaneamente la viabilità.

Ex Ilva, sciopero a Taranto: lavoratori in piazza contro lo stop all’area a caldo deciso dalla Corte d'Appello di Milano

Otto ore di sciopero per ogni turno e protesta sulla statale 100: i lavoratori dell’ex Ilva di Taranto sono scesi in strada contro la decisione della Corte d’Appello di Milano che ha imposto la chiusura dell’area a caldo dello stabilimento entro 90 giorni per motivi ambientali.La mobilitazione, indetta da Fim, Fiom, Uilm e Usb, arriva alla vigilia del tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per affrontare il futuro del polo siderurgico. Dopo un’assemblea davanti al consiglio di fabbrica, i lavoratori hanno raggiunto la strada statale bloccando temporaneamente la viabilità.

Il provvedimento dei giudici mette in discussione il futuro dello stabilimento, già in difficoltà con una produzione ridotta a un solo altoforno su tre. Lo stop dell’area a caldo rischia di fermare la produzione di acciaio e di avere conseguenze anche sugli impianti a valle di Taranto, Genova, Novi Ligure e Racconigi.Sindacati e imprese chiedono al Governo un piano straordinario per garantire la continuità industriale, la tutela dell’occupazione e una riconversione sostenibile dal punto di vista ambientale. Al centro della vertenza ci sono il futuro di circa 10 mila lavoratori diretti di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria e migliaia di addetti dell’indotto.Otto ore di sciopero per ogni turno e protesta sulla statale 100: i lavoratori dell’ex Ilva di Taranto sono scesi in strada contro la decisione della Corte d’Appello di Milano che ha imposto la chiusura dell’area a caldo dello stabilimento entro 90 giorni per motivi ambientali.

La mobilitazione, indetta da Fim, Fiom, Uilm e Usb, arriva alla vigilia del tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per affrontare il futuro del polo siderurgico. Dopo un’assemblea davanti al consiglio di fabbrica, i lavoratori hanno raggiunto la strada statale bloccando temporaneamente la viabilità.

Il provvedimento dei giudici mette in discussione il futuro dello stabilimento, già in difficoltà con una produzione ridotta a un solo altoforno su tre. Lo stop dell’area a caldo rischia di fermare la produzione di acciaio e di avere conseguenze anche sugli impianti a valle di Taranto, Genova, Novi Ligure e Racconigi.

Sindacati e imprese chiedono al Governo un piano straordinario per garantire la continuità industriale, la tutela dell’occupazione e una riconversione sostenibile dal punto di vista ambientale. Al centro della vertenza ci sono il futuro di circa 10 mila lavoratori diretti di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria e migliaia di addetti dell’indotto.

(Associated Medias) - All rights reserved

Breaking News