La prevista quotazione della raffineria Dangote potrebbe rappresentare una svolta per il mercato finanziario della Nigeria e per il modo in cui vengono finanziati i grandi progetti industriali in Africa. A sottolinearlo è il quotidiano nigeriano The Guardian Nigeria, secondo cui l’Initial Public Offering (Ipo) dell’impianto potrebbe diventare un modello per una nuova stagione di partecipazione degli investitori alla crescita industriale del continente.
Con una valutazione stimata tra i 40 e i 50 miliardi di dollari, l’offerta pubblica punta a raccogliere fino a 5 miliardi di dollari attraverso la vendita di circa il 10% del capitale. Un’operazione che, se completata, sarebbe tra le più grandi mai realizzate nella storia delle Borse africane.
La raffineria, costruita nella Lekki Free Trade Zone di Lagos, è stata inaugurata nel 2023 dopo un investimento vicino ai 20 miliardi di dollari. Con una capacità produttiva di 650 mila barili al giorno, è considerata la più grande raffineria al mondo a linea singola e uno degli impianti energetici più importanti del continente.
Il complesso produce benzina, diesel, carburante per l’aviazione e diversi prodotti petrolchimici, tra cui polipropilene e alchilbenzene, destinati alle industrie della plastica e dei detergenti. A regime, l’impianto potrebbe ridurre sensibilmente la dipendenza della Nigeria dalle importazioni di carburanti raffinati e trasformare il Paese in un esportatore regionale di prodotti energetici.
L’impatto economico del progetto non riguarda soltanto l’energia. La raffineria ha generato migliaia di posti di lavoro diretti e indiretti e ha favorito la formazione di tecnici specializzati, contribuendo alla crescita delle competenze industriali locali.
Uno degli elementi più innovativi dell’Ipo riguarda il possibile modello di remunerazione degli investitori: l’acquisto delle azioni potrebbe avvenire in naira, mentre i dividendi sarebbero collegati al dollaro, una soluzione pensata per ridurre l’esposizione al rischio valutario e rafforzare la fiducia degli investitori.
L’interesse dei mercati appare già elevato. Gli analisti ritengono che la quotazione potrebbe superare il precedente record della Borsa nigeriana rappresentato dall’Ipo di MTN Nigeria nel 2019 e avvicinarsi, per dimensioni strategiche, alle grandi operazioni del settore energetico internazionale come quella di Saudi Aramco.
Restano tuttavia alcune incognite: la valutazione dell’asset, il livello di indebitamento, le autorizzazioni necessarie e l’evoluzione della domanda globale di petrolio in un contesto segnato dalla transizione verso le energie rinnovabili.
Nonostante le sfide, la quotazione della raffineria Dangote viene vista come un possibile momento di svolta per la Nigeria. Non solo una grande operazione finanziaria, ma anche un banco di prova per la capacità dell’Africa di trasformare i propri grandi progetti industriali in opportunità di investimento condivise.
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