Link to Secondo i dati del Codacons, dal 1° all’11 agosto si sono verificati 84 casi di rallentamenti, sospensioni o cancellazioni di treni, sia sull’Alta Velocità che sulle linee convenzionali. Questo problema si è aggravato con l’inizio di lavori programmati che, dal 12 agostoSecondo i dati del Codacons, dal 1° all’11 agosto si sono verificati 84 casi di rallentamenti, sospensioni o cancellazioni di treni, sia sull’Alta Velocità che sulle linee convenzionali. Questo problema si è aggravato con l’inizio di lavori programmati che, dal 12 agosto
Il caos ferroviario che ha colpito l’Italia nelle ultime settimane sta mettendo a dura prova i viaggiatori, in particolare quelli che si spostano in treno durante il periodo estivo. Secondo i dati del Codacons, dal 1° all’11 agosto si sono verificati 84 casi di rallentamenti, sospensioni o cancellazioni di treni, sia sull’Alta Velocità che sulle linee convenzionali. Questo problema si è aggravato con l’inizio di lavori programmati che, dal 12 agosto, hanno esteso i tempi di viaggio tra Milano e Roma di 80-120 minuti.
La situazione è particolarmente critica per i pendolari, che continuano a crescere di numero nonostante i disagi: quest’estate sono stati registrati 122,7 milioni di passeggeri, rispetto ai 113,4 milioni dell’anno scorso. Questo ha generato un danno d’immagine all’Italia, soprattutto per i turisti stranieri diretti verso le città d’arte.
Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e Ferrovie dello Stato hanno cercato di difendersi, sottolineando che i cantieri estivi sono necessari per ridurre i danni alla rete e che la programmazione dei lavori in questo periodo è parte di una strategia di riqualificazione. RFI ha inoltre evidenziato che il numero di cantieri è aumentato significativamente negli ultimi dieci anni, così come il valore economico delle opere in corso.
Tuttavia, i reclami dei consumatori sono aumentati drasticamente, con un balzo da 56 a 267, mentre le richieste di rimborso a Trenitalia sono diminuite del 5% rispetto all’anno precedente. Inoltre, si evidenzia un netto divario tra Nord e Sud Italia nella qualità dei mezzi di trasporto: nel Sud, l’età media dei treni è di 18 anni, mentre al Nord è di 14,6 anni.
Il Sud Italia sta affrontando ulteriori difficoltà, con collegamenti interrotti e stazioni chiuse per lavori che dureranno fino al 2025. Anche al Nord la situazione è precaria, con guasti e interruzioni che continuano a creare disagi significativi. In questo contesto, si è anche registrato un aumento delle aggressioni contro il personale ferroviario, segno dell’esasperazione crescente tra i viaggiatori.
In sintesi, chi decide di viaggiare in treno in Italia in questo periodo rischia di imbattersi in ritardi, cancellazioni e un’esperienza di viaggio ben lontana dall’essere serena.
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